Martedì, 15 Giugno 2021
Garbatella San Paolo / Via Giovannipoli

Sistemano panchine e curano i fiori senza chiedere permessi al Comune: "Siamo volontari abusivi"

Alla Garbatella protesta green contro il regolamento capitolino

Foto di repertorio del Comitato Giovannipoli

Non vogliono esibire assicurazioni nè attendere il rilascio di permessi, per prendersi cura del verde. La battaglia dei "Volontari abusivi" riprende nel 2018. Protestano contro il ferreo regolamento sul verde che, attraverso la delibera 26/2017 ingessa la partecipazione e  rischia di demotivare i cittadini.

Il ricorso al TAR

Sul piano legale, la battaglia si è arenata. A ridosso del Natale il TAR ha respinto la richiesta di sospensiva che i volontari del Comitato Giovannipoli e quelli del Comitato di Quartiere di Grotta Perfetta avevano presentato contro la famigerata delibera di Roma Capitale. "Non è stato ravvisato un danno grave ed attuale – spiegano gli attivisti – ma il ricorso va avanti nel merito, con tempi ovviamente lunghi".

Una nuova iniziativa

Il modo più pratico per tenere viva la protesta, è quello di prendersi cura del parco Commodilla. Per questo domenica 14 dicembre si sono dati appuntamento alle 10 in via Giovannipoli, zona Garbatella. "Sarà una grande giornata da passare insieme alle realtà del territorio che in questi anni ci hanno accompagnato". E' grazie infatti alle cene di autosostentamento che vengono affrontate le spese per il ricorso al Tar. Ma è sopratutto per merito della  partecipazione volontaria che, negli anni, si è creato un gruppo coeso e propositivo.

C'è una panchina per te

La campagna "Volontari abusivi" riparte quindi con un nuovo appuntamento. "C'è una panchina per te". Con una squadra di quattro persone, ogni realtà attiva nel territorio può prendersi cura di una panchina, badando alla sua rasatura e verniciatura. Il tempo stimato per ciascuna di loro è di sole due ore. E per l'occasione – spiegano gli attivisti del parco Giovannipoli – useremo le vernici vinte con il premio Roma Best Practice Award". Una sorta di rivincita per denunciare "l'assurdo nel qual vive un comitato di volontari". Costretti a chiedere il permesso per occuparsi di un parco che, diversamente, il Servizio Giardini faticherebbe a manutenere.

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