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Tenuta di Tor Marancia: 11 milioni di euro versati per un parco che resta sulla carta

Doveva esser pronto, attrezzato e fruibile per il dicembre 2012 ma ancora non sono neppure incominciati i lavori nel parco che poteva diventare il più ampio di Roma

Torniamo volentieri a parlare della Tenuta di Tor Marancia, con la recondita speranza che, quanto prima, si provveda a mantenere una  promessa che comincia a divenire particolarmente datata.

L'APPUNTAMENTO DI SABATO. Nella giornata di sabato, come abbiamo già avuto modo di ricordare, presso l’ex Cartiera Latina di via Appia Nuova, associazioni ed istituzioni riprenderanno a confrontarsi su quello che, almeno sulla carta, doveva diventare il polmone verde più importante della Capitale. “Prima la Giunta Alemanno e poi nell’estate 2010 il Consiglio comunale di Roma – ricorda Andrea Catarci, atteso all’appuntamento di sabato - hanno deliberato la realizzazione del Parco di Tor Marancia, indicando in dicembre 2012 la data di ultimazione dei lavori. Ma ad oggi quello che dovrebbe diventare il più grande spazio verde della città – rimarca il Presidente del Municipio XI - rimane abbandonato ed infruibile per la cittadinanza”.

GLI ONERI A SCOMPUTO. E sono proprio i romani che sognavano di passeggiarvi, corrervi, organizzarvi pic-nic,  in definitiva di utilizzarlo,  che continuano a sottolineare lo stato di abbandono in cui versa l’area. Oltre 200 ettari di verde, in gran parte inaccessibile.
"Si attende che diventi realtà il progetto approvato dall’Ente Parco Appia Antica, finanziato con gli 11 milioni di euro versati per opere pubbliche dal consorzio di costruttori, a seguito delle lunghe e vittoriose battaglie a difesa della Tenuta e delle compensazioni avute dai costruttori stessi in altre parti della città – ricorda Catarci - Con essi si deve provvedere alla messa in sicurezza dell’intera area, ai servizi di accesso, alle ripiantumazioni, alla realizzazione dei sentieri, all’illuminazione, al restauro dei casali, ai servizi di accesso ed altro ancora, con l’obiettivo di sviluppare le vocazioni tutte, ambientale, archeologica, storica, culturale, agricola. Il risultato, dopo anni di chiacchiere e promesse vuote, è sotto gli occhi di tutti: niente di niente”.

IL VERDE ED IL CEMENTO. Eppure, qualcosa sembra muoversi. I costruttori, che godevano di concessioni sull’area e che hanno ottenuto delle compensazioni in altri quartieri della Capitale, stanno cominciando ad edificare. Ed anche su Grottaperfetta, e la recente manifestazione dei residenti ne costituisce una cartina di tornasole, si comincia a temere, seriamente, la realizzazione delle cubature frutto delle compensazioni ricordate. “A dimostrare che non c’è limite al peggio, mentre dalla parte del Parco non si muove assolutamente nulla – sottolinea ancora una volta Catarci - dall’altro lato di Via Grottaperfetta compaiono beffardamente i primi striscioni che annunciano la nascita del complesso residenziale denominato I 60, cioè altro mattone e altro cemento. Come già troppe volte è accaduto in città l’interesse collettivo viene derubricato dall’agenda e finisce in coda nella lista delle priorità. Insieme alle associazioni ambientaliste e culturali, insieme alla cittadinanza locale ed a tutti quelli che attendono impazienti, non intendiamo permettere che si ritardi ancora la realizzazione del Parco di Tormarancia – conclude il Presidente del Municipio XI -, Bene Comune della città di Roma.”
 

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