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Dall'Esercito alla Team Boxe: Francesca Amato è la campionessa della Montagnola

Ha vinto due volte il guanto d'oro e recentemente quello d'argento. Dal 2014 si allena con la Team Boxe Roma XI. Di lei i colleghi uomini dichiarano: "Com'è allenarsi con Francesca? Ci lascia i segni dell'ombretto sugli occhi"

Porta ancora i segni dell'ultimo torneo, svoltosi tra il 13 ed il 15 luglio. Gli è valso il primo guanto d'argento della carriera. Ottenuto dopo un verdetto che i suoi allenatori hanno pubblicamente contestato. Ma Francesca Amato, incontrata in Municipio VIII dov'è stata premiata per meriti sportivi, appare serena.

Il trofeo sportivo le è sfuggito per un soffio...

Sì, ho disputato tre bei match e sono arrivata in finale nel torneo del guanto d'oro che si è tenuto a Rivisondoli, in provincia de L'Aquila. Quest'anno mi sono dovuta fermare all'argento, dopo gli ori conquistati nel 2014 e nel 2015. Difronte a me però ho trovato un'avversaria forte, un'atleta di livello che è stata due volte bronzo europeo. E nonostante questo se l'è vista brutta.

Lei appartiene ad un mondo sportivo in cui è decisamente preponderante la presenza femminile. C'è disparità tra i due generi, nella pratica della boxe?

No, assolutamente. In palestra siamo soltanto due ragazze, quindi viene naturale allenarsi con gli uomini. D'altra parte ormai, a livello dilettantistico, hanno anche equiparato i tempi di gara. Per cui la metodologia d'allenamento è praticamente analoga. Inoltre penso che confrontarti con gli uomini sia anche meglio, perchè ci si riesce ad esprimere di più, i colpi vengono tutti portati al 100%.

Il collega della Team Boxe Emiliano Tagliavini conferma. Dice che gli lasci i segni dell'ombretto...A proposito della Team Boxe, da quanto tempo ti alleni con loro?

Da quatto anni pieni. Io ho iniziato a Napoli che ero appena quattordicenne. Poi per due o tre anni ho smesso, per riprendere successivamente nel 2012/2013. Poi mi sono trasferita alla Cecchignola, perchè lavoravo nell'esercito. Ed in quel periodo ho conosciuto Italo Mattioli e Luigi Ascani. Con la loro guida sono riuscita a raggiungere il mio primo guanto d'oro e sono entrata nel giro della nazionale, di cui tutt'ora faccio parte. Pertanto ho deciso di restare con la Team boxe perchè ho capito che grazie a loro due, che sono maestri di vita e di pugilato, mi sarei potuta togliere delle soddisfazioni.  

Com'è organizzata la tua giornata sportiva?

Mi alzo abbastanza presto, poi vado in palestra a fare i pesi. Nel pomeriggio invece seduta pugilistica seguita dal maestro Italo. Sempre così, salvo la domenica. Poi è chiaro che, a ridosso delle competizioni, si cerca di ridurre il volume degli allenamenti.

Al riguardo, tu sei nella categoria dei 69 chilogrammi. Trovi faticoso mantenere il peso?

Per fortuna no, perchè ho trovato un mio equilibrio, una mia omeostasi.

Obiettivi per il futuro?

Arrivare in alto, più in alto possibile.

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