Venerdì, 30 Luglio 2021
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San Paolo: Viale Giustiniano imperatore condannato dalla burocrazia

Entro dieci giorni saranno utilizzabili i 50 parcheggi previsti. Ma ancora nessuna novità per l'apertura delle aree verdi, pronte da due anni, e per i cassonetti a scomparsa, mai attivati dall'AMA

La riqualificazione di Viale Giustiniano Imperatore, partita anni fa con la ristrutturazione di alcune abitazioni, la riallocazione di alcuni servizi e la creazione di spazi verdi e parcheggi, è ad un passo dall’essere completata. Da almeno due anni. Tanto è il tempo trascorso da quando, nonostante i ripetuti solleciti del Municipio XI, i lavori sono ultimati. Eppure la situazione continua a non sbloccarsi.

La conferenza stampa. Nella mattinata di ieri, giovedì 7 giugno, il Presidente Catarci aveva invitato le istituzioni competenti ad un incontro, l’ennesimo nel volgere di poche settimane. A seguire era prevista una conferenza stampa con cui spiegare, ai media presenti, l’esito dell’incontro. E allora cominciamo col dire che, all’appuntamento istituzionale, si sono presentati davvero in pochi.
“Quando si parla di burocrazia, se si vuole un esempio lampante per dimostrarne il funzionamento, lo si può trovare qui” ci dice appena arrivati il minisindaco Catarci, indicando l’area verde recintata tra via villa di Lucina e via Costantino”.

Il Piano di Zona. La conclusione del piano d’area di Giustiniano Imperatore, è divenuta ormai una questione annosa."Sono state abbattuti e ricostruiti due palazzi, sono state ridate le case a 100 persone, e sono state realizzate 163 abitazioni complessive; è stata spostata una piscina comunale, è stata riqualificata via di Villa di Lucina; all’interno di questo piano di zona, poi, è prevista la realizzazione di piccole aree verdi, di vialetti di passaggio pedonale di parcheggi pubblici, 50 a raso ed altri su piano interrato. Tutte cose  già realizzate da tempo  ma che non vengono aperte per questioni burocratiche”.
Una situazione che, a fronte delle ripetute denunce, dei solleciti, quasi delle preghiere invocate, non trova soddisfazione. E’ naturale che poi, si provi un sentimento misto di rabbia e rassegnazione.

Parcheggi utilizzabili in 10 giorni. “Abbiamo organizzato questa riunione per dire a tutti i soggetti invitati, che questa indecenza non può restare tale”  puntualizza Catarci. Ma a tal proposito, molte istituzioni, seppur avvisate per tempo, non hanno ritenuto di dover intervenire.
Tra i presenti, l’impresa responsabile del procedimento amministrativo, e l’Acea illuminazione pubblica,l’unica che ha portato delle significative novità.
L’Acea ha detto che ha bisogno di altri 10 giorni per terminare il collaudo dei lampioni, dopodiché potranno essere finalmente aperti i parcheggi. Si tratta di  30 posti  pubblici ed altri 20 pertinenziali ad uso piscina”.

Le aree verdi. Per quanto riguarda le aree verdi, ancora recintate, nulla di fatto. Purtroppo oggi non è venuto il servizio giardini del Comune, che deve dirci per quale motivo non apre quest’area verde,  realizzata perfettamente come stato stabilito nella conferenza dei servizi a cui aveva partecipato anche il servizio giardini. Quindi non può più dirci, come fatto in una precedente riunione, che non lo prendono in carico perché si alimenta con l’acqua piovana. Per due motivi – tiene a precisare il Presidente del Municipio XI - perché in conferenza dei servizi è stato stabilito che si facesse così, e poi perché ci sono tre o quattro delibere del Comune che dicono di fare gli impianti alimentandoli con l’acqua piovana. E non si può andare contro alle delibere comunali”.


 

I cassonetti a scomparsa. L’ultima questione sul tappeto riguarda la messa in funzione degli avveniristici cassonetti a scomparsa. Ancora avvolti nel cellophane e protetti da un’ingombrante recinzione metallica, che impedisce anche l’utilizzo del marciapiede, questi sei cassonetti, se passerà ancora del tempo, da innovativi che erano, rischieranno di appartenere a quel tipo di archeologia industriale che, nel territorio, abbonda.
“Purtroppo questa mattina non è venuta neppure l’Ama, palesando un incredibile disinteresse verso una vicenda vergognosa che vede anche il transennamento di porzioni di un marciapiede che sarebbe diversamente utilizzabile. Questi cassonetti a scomparsa sono stati provati dall’im,presa nel luglio 2010: è stato fatto venire un gruppo elettrogeno e mettendoli in funzione elettricamente hanno dimostrato di riuscire a fare quello che si chiede loro: salire quando devono essere svuotati e ridiscendere sotto il manto stradale, grosso modo a due metri e mezzo di profondità, quando devono farlo. Eppure l’AMA che li ha presi in carico più di un anno fa, risponde alle nostre sollecitazioni dicendo che non riescono a fare l’utenza elettrica” In assenza della quale, il meccasismo non ha alcuna possibilità d’esser messo in funzione. Per questo “avevamo convocato anche l’ACEA che però oggi nella sezione locale non è venuta, poiché doveva spiegarci come fanno due delle più grandi aziende della città a non riuscire a fare un’utenza elettrica per tirare su e giù sei cassonetti a scomparsa”.

Il paradosso e la burocrazia. Un bel dilemma, in effetti. Un paradosso difficile da comprendere, dal momento che, si presuppone che non siano stati sistemati a casaccio, questi modernissimi cassonetti.“Allora adesso noi diciamo loro, provocatoriamente, di levarli. Per restituire almeno  il marciapiede ai cittadini. Ed è una cosa vergognosa – conclude amareggiato il minisindaco - perché sono due anni che tutte le cose elencate potevano già funzionare”.

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