Martedì, 3 Agosto 2021
San Paolo San Paolo / Largo Leonardo Da Vinci

PUP Da Vinci, rimossi i container. Pace: "Siamo solo all’inizio"

Dal cantiere di Largo Da Vinci sono stati rimossi gli inutili e degradanti container. Pace: "E' bastato rispondere alle richieste d'incontro che il Consorzio aveva inoltrato"

Rimossi i container dal cantiere di Largo Da Vinci. L’intenzione, annunciata dal Presidente Pace nel corso di un’intervista rilasciata la scorsa settimana, è stata rispettata. Ed a sentire il Minisindaco, si tratterebbe solo dell’inizio.

LE OPERAZIONI - "E' finalmente iniziata la bonifica integrale dell'area con la definitiva rimozione delle baracche di cantiere. Da anni - ricorda il Presidente del Municipio - erano diventate sede di senza fissa dimora e base per attività illecite di vario tipo". Le operazioni di rimozione "avviate dal concessionario in accordo con la Presidenza e l'Assessorato all'Urbanistica e Lavori Pubblici del Municipio" sono state condotte dalla Polizia Locale e dai PICS. Si è proceduto anche "alla chiusura delle parti di recinzione danneggiate da vandali" ha sottolineato il Minisindaco.

MUNICIPIO E CONCESSIONARIO -  Il risultato, spiega Pace, è stato ottenuto "grazie alla nuova Amministrazione Municipale che è riuscita a trovare un punto di incontro tra le esigenze del concessionario e l'Amministrazione Capitolina.  E’ bastato rispondere alle richieste di incontro che il Consorzio Ascogen Parcheggi, concessionario dell’area, ha sottoposto a quest’Amministrazione per avviare insieme le operazioni di ripristino" ribadisce Pace.

UN INIZIO - La rimozione dei due container, non risolve il problema. Per riuscirvi, servirà garantire al Consorzio un'altra sede dove realizzare i parcheggi. Oppure, si dovrà restituire i 120mila euro che, lo stesso, aveva anticipato per gli oneri concessori. Per questo Pace ricorda che  "Ssamo solo all’inizio: il percorso che abbiamo intrapreso con l'Assessore all'Urbanistica e ai Lavori Pubblici Rodolfo Tisi e con la Presidente della Commissione Urbanistica Chiara Pascolini, punta alla definitiva restituzione dell’area ai cittadini". Significherebbe superare "le ottuse vedute politiche del passato che, a porte chiuse, avevano deciso di cedere alle cementificazione lasciando in dote alla popolazione residente un conto salato".
 

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