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Viale Leonardo da Vinci ostaggio dei cantieri: fra pup abbandonati e scuole a metà

Un parcheggio interrato abbandonato da anni e una scuola materna ferma a uno scheletro di mattoni. Ma il presidente Catarci annuncia: "Il Comune vuole cancellare il Pup"

Viale Leonardo da Vinci, interno del cantiere

Un viale prigioniero dei cantieri. Un parcheggio mai nato, e mai voluto, e due scuole che convivono da anni con lavori appesi a un filo. Di viale Leonardo da Vinci, a San Paolo, si è parlato questa mattina in una conferenza stampa indetta dal presidente del Municipio VIII, Andrea Catarci. Il minisindaco ha convocato gli assessori capitolini (che non c'erano), comitati e residenti del quartiere per fare il punto. 

Da un lato un Pup interrato, bloccato da quattri anni in una distesa di erba incolta con recinzioni deteriorate e sporcizia ovunque, dall'altro due scuole, la Principe di Piemonte e la Leonardo Da Vinci, proprio accanto al parcheggio, costrette a ospitare al loro interno opere 'a metà'. Almeno, in conferenza, si annuncia una lieta novella.  

"IL PUP VERRA' CANCELLATO" - “Il Comune ha esplicitato chiaramente la volontà di sciogliere la convenzione per il Pup con la ditta dei lavori” esordisce il presidente. In altre parole: il parcheggio interrato, dopo quattro anni di stallo, potrebbe essere annullato. Non c'è niente di ufficiale, sia chiaro, è solo un accordo verbale “sottoscritto” dall'assessore alla Mobilità, Guido Improta. Gli uffici tecnici del Campidoglio hanno inviato a proposito una missiva al Consorzio Ascogen, ditta incaricata dell'opera, dieci giorni fa. Nessuna risposta. 

“E' ancora da capire, da un punto di vista legale, come procedere per l'interruzione del contratto” spiega Catarci. Ma la strada, per i presenti, è quella giusta. "Siamo molto soddisfatti della notizia: finalmente possiamo dire basta a un'opera inutile che avrebbe comportato pericoli per le abitazioni e che ha già fatto abbastanza danni. Tipo l'abbattimento di alberi storici. Ora c'è da sperare in una rapido ripristino, per il quale presenteremo un progetto". Così Fabio, del Comitato Non Pup Indignati, che ha già espresso in diverse occasioni il suo 'no' senza appello all'opera interrata. Insomma, se tutto procede come da declamazioni, i residenti si liberano di un bel fardello. 

I DISAGI - Un'incuria perenne all'interno e all'esterno del cantiere, un caos sul fronte mobilità, e un degrado calamita di episodi che accanto a una scuola non sono tollerabili. Del 26 settembre scorso l'allarme lanciato al municipio da alcuni genitori della Principe di Piemonte. 

"Accanto al cancello di ingresso - si legge in una nota inviata al parlamentino - sono stati visti tre individui che si sono ineittati probabilmente sostanze stupefacenti, lasciando tracce ematiche e siringhe vicino al cancello della scuola". Ma non c'è solo una scuola. C'è un circolo bocciofilo frequentato dagli anziani del quartiere, ci sono negozi, ci sono artigiani. 

Una situazione più volte evidenziata con lettere protocollate a firma del minisindaco Catarci e indirizzate agli uffici competenti. L'ultima è datata 1 ottobre. Ma la lista di reclami e denunce è lunghissima. Dall'annuncio di oggi sembra che la svolta sia vicina, ma attenzione a gridare vittoria. Forse è prematuro. E poi rimangono i cantieri dentro le due scuole, che negli ultimi tempi hanno dato problemi.

E I LAVORI NELLA SCUOLA - Il 30 settembre l'Italgas è intervenuta per una fuga di gas, una settimana prima i vigili del fuoco, per un nido di vespe. Tutto all'interno delle aree transennate. L'area ospita una materna, un asilo nido e tre opere in progress. Una struttura di mattoni abbandonata da anni e due padiglioni nel verde: uno di legno alla Principe di Piemonte, ultimato ma mai collaudato, e uno che in realtà è solo in progetto, davanti alla Leonordo Da Vinci. Anche qui, tanti i solleciti dal Municipio. L'ultimo dell'8 ottobre.

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