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San Paolo: il PUP Da Vinci non piace più a nessuno

Tutti i candidati presidente al Municipio VIII, come anche i candidati all'Assemblea Capitolina, si sono detti contrari alla realizzazione del PUP. Il PD invece diserta l'assemblea

Si è svolta sabato pomeriggio, l’assemblea pubblica indetta dal Comitato NOPUP Indignati, per ragionare sul destino del parcheggio interrato meno amato del territorio. All’appuntamento hanno preso i quattro principali candidati alla presidenza del Municipio, e qualche altro candidato al Comune di Roma, da Claudio Ortale della Sinistra Romana per Sandro Medici sindaco, a sua volta presente, a Gemma Azuni (SEL), fino a Nando Bonessio (Verdi).

UNO STRUMENTO DATATO -Il primo a prender la parola è stato il Presidente Andrea Catarci, che ha esordito dicendo di concordare sul fatto che “il PUP è uno strumento datato che va archiviato rapidamente. Bisogna mantenere l’obiettivo di togliere più macchine possibile dalla strada, archiviando il Piano Urbano Parcheggi che ha mostrato tre limiti essenziali: l’inefficacia diffusa in termini di risultato; un equilibrio spostato dalla parte dell’interesse privato dei concessionari; l’acquisizione di diritti con procedure oltremodo semplificata”. L’analisi di Catarci, articolata in sette punti, parte dall’inevitabile assunto che “i PUP sono uno strumento utilizzato dall’amministrazione, e come amministrazione municipale abbiamo anche dato parere favorevole, all’epoca, convinti che come strumento fosse utile. Questa cosa, semplicemente, non è più vera”.  Da qui anche l’elenco dei punti necessari per un cambio di marcia. Tra questi  la proposta di fare stalli e non box per impedire che i garage si trasformino in cantine; la ricerca di condizioni più stringenti per impedire la trascuratezza che spesso regna sovrana; ed ancora l’imposizione al costruttore di realizzare le opere concordate, prima della vendita degli stalli.  Ma la vera sorpresa, è data dalla proposta del candidato di Roma Bene Comune al Municipio VIII, di realizzare “parcheggi a rotazione –ritenuti più utili di quelli privati – sotto al CTO: parliamo tanto di bene comune, ed allora dobbiamo, come amministrazione ma anche come comitati, valorizzare quello che abbiamo sul territorio, come il CTO che, così, potrebbe ulteriormente potenziare la propria offerta di servizi”.

SEMPRE CONTRARI - Andrea Baccarelli, il candidato alla presidenza del Municipio VII per il centro destra,  come più volte ricordato, l’unico consigliere, insieme a Simone Foglio (Pdl) a non aver votato la realizzazione di questo PUP già nel 2004. “Io oggi non mi posso  prendere la responsabilità di dire che questo PUP non si farà. Bisogna vedere le carte, bisogna vedere la disponibilità delle parti e le possibilità degli uffici – riconosce Baccarelli – ma di certo, poiché noi eravamo i soli contrari alla realizzazione di questo PUP, inizialmente previsto su via Simone Martini ma poi spostato nel 2004 con una delibera municipale, possiamo promettere che non cambieremo idea. E non daremo mai un’autorizzazione che, in effetti, votando contro, non abbiamo mai dato. Nel frattempo sono cambiati gli altri pareri, e purtroppo pure le autorizzazioni che hanno i costruttori. La nostra volontà – ha concluso il suo intervento Baccarelli – è quello di agire nella massima trasparenza, cercando di coinvolgere i cittadini più di quanto è stato fatto”.

UNA PROPOSTA DI COLLABORAZIONE - E’ stata poi la volta di Luca Fontana, segretario del circolo Che Guevara e candidato Presidente con la Sinistra Romana. “La storia raccontata non è andata esattamente così. Questo PUP è nata all’Ottavo Colle, in via Simone Martini. E lì come sezione di Rifondazione Comunista insieme ai commercianti del mercato, facemmo una raccolta di firme per impedirne la realizzazione – ricostruisce Fontana – il problema è che la maggioranza politica che ha il suo fulcro oggi nel PD, ed una volta nei DS, ha rapporti con costruttori di ogni risma. Il risultato è che il bene comune diviene il bene del costruttore. E non  interessa se qui non c’è il problema di parcheggio, o se ci sono olmi secolari. Il problema è che il costruttore deve edificare – incalza Fontana -  Ma i cittadini d’ogni colore politico da soli, contro l’amministrazione di questa città, si sono battuti, riuscendo a bloccare questo PUP per 4 anni. Nonostante l’assessore  municipale all’urbanistica  Alberto Attanasio (Pd)  – recentemente dimessosi -  dicesse che era un gioiellino”. Luca Fontana, ha poi concluso il suo intervento con un appello. “Io faccio una proposta: vedo Carlo Cafarotti del M5S e sono contento che ci sia. Noi di Rifondazione , pur non avendo neppure un consigliere, ci siamo stati, abbiamo fatto i blocchi stradali, le iniziative di raccolta firme. Adesso io dico questo: prendiamo un impegno.  Noi già c’eravamo, voi  - dice il candidato di Sinistra Romana (PRC e PdCI) al M5S - siete venuti adesso, ma quest’impegno lo possiamo prendere insieme: qualsiasi cosa succederà,  se verremmo eletti o meno, noi saremo qui, insieme con i cittadini, a bloccare questo scempio”.

L’IMPEGNO DEL MOVIMENTO 5 STELLE - All’intervento di Fontana ha fatto seguito quello di Carlo Cafarotti, candidato portavoce alla presidenza del Municipio VIII per il M5S. “Nessuno viene con la bacchetta magica e con le soluzioni già pronte. La cosa più importante è la partecipazione di tutti nelle singole decisioni. Questo rappresenta il vero cambio di paradigma – ha sottolineato Cafarotti - I No Pup hanno evidenziato un paradosso, che Luca ha correttamente espresso. Sembra che i costruttori abbiano un diritto a cementificare o sopra o sotto, basta che gli facciano versare qualche metro cubo di cemento. Ma non deve essere così. Da un punto di vista della mobilità, noi siamo all’opposto. Le macchine sono troppe – ricorda Cafarotti - Non è possiamo rimetterle tutte ordinate sotto terra. Diamoci un’alternativa sul piano della mobilità e le macchine verranno meno, come numero  e quindi ci sarà minore bisogno di parcheggi. Quest’operazione, a breve sarà inutile, ed in questo senso cercare di non averla in nessun modo credo sia un obiettivo condivisibile. Una cosa semplice. Quello che noi non avremo sicuramente è la distanza tra le parole e i fatti – ha sottolineato Cafarotti, quasi sfidando l’amministrazione uscente -  Quindi in totale trasparenza, noi abbiamo messo in programma  la pubblicazione di tutti gli atti entro 72 ore dalla produzione,  perché bisogna rendere trasparente ogni minimo dettaglio su ciascuna decisione. Non ci può essere un centro di potere o un nucleo ridotto di persone che decide. Non deve essere così. Grazie per quello che fate e per quello che avete fatto fin qui. Noi ci saremo.

LA RICHIESTA DI MAGGIORE TRASPARENZA - All’incontro ha preso parte anche Anna Maria Bianchi, portavoce del Coordinamento No PUP che ha premesso come “i comitati NO PUP sono sempre stati sbeffeggiati sulla sindrome di NIMBY. Invece noi siamo fieri di aver costruito un coordinamento cittadino fatto di 30 comitati, con cui cercare di capire come funzionava, a livello di regolamenti, il Piano Urbano Parcheggi. E siamo riusciti ad elaborare moltissime proposte, uno schema di convenzione e tanto altro, che abbiamo raccolto in un libro. E’ rimasto tutto lettera morta. Abbiamo chiesto, soprattutto, meccanismi di maggiore trasparenza e coinvolgimento cittadino. Quello che tuttavia più mi indigna, a due settimane dalla scadenza elettorale – ha evidenziato Anna Maria Bianchi - è lo scatenarsi di una specie di gara per far credere ai cittadini che gli verranno tolti alcuni interventi. Nel vostro caso, ve lo dico subito, non ve lo potranno venire a dire, perché è già stato rilasciato un permesso a costruire e sarebbe madornale illudervi che, con una semplice delibera di Giunta si possa cancellare un PUP”. La portavoce del Coordinamento No PUP si è poi dedicata alle infelici vicende dei parcheggi interrati di altri territori, per i quali si parla impropriamente di espunzione, come per quello di Giulio Agricola. Da segnalare, a margine di un’assemblea cui hanno aderito molti candidati, l’assenza del Partito Democratico sia nell’articolazione territoriale, che in quella cittadina.

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