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Valco San Paolo, trovati i fondi per il polo natatorio: è inutilizzato dai mondiali di nuoto

Il Campidoglio ha messo in bilancio le risorse per completare gli interventi. L'ultimo cantiere avviato si è fermato nel 2017

Arrivano i fondi per far ripartire i lavori nella “piscina paesaggio”. Il Campidoglio ha inserito nel bilancio 2020-2022 le risorse che servivano per rimettere in moto un cantiere che sembra non terminare mai. La comunicazione ufficiale risale al 14 gennaio. In quella data il Dipartimento sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana di Roma Capitale ha informato la presidenza del Consiglio dei ministri dei soldi resi disponibili. Servono per completare il secondo stralcio di lavori avviati nel 2016. Non significa, però, che basteranno per porre fine all’epopea del polo natatorio.

La vicenda del polo natatorio

La storia dell’impianto natatorio è complessa e risale ai mondiali di nuoto che si sono svolti a Roma nel 2009. L’intervento è stato seguito, su nomina dell’allora consiglio dei Ministri, da un Commissario delegato che successivamente ha operato anche come azione appaltante per gli interventi previsti da Roma Capitale.

Al di là dell’intreccio burocratico, la vicenda sul piano sportivo ha poco da raccontare. Perché, banalmente, dopo quell’appuntamento mondiale all’interno della cosiddetta “piscina paesaggio” non ha nuotato più nessuno. Problemi legati alla stabilità ne hanno minato infatti l’utilizzo. Il Municipio VIII ed i comitati civici hanno occasionalmente tentato di riaccendere i riflettori ma il destino dell’impianto è scivolato nell’oblio.

I lavori partiti nel 2016

Il destino della piscina, un patrimonio costato 13 milioni di euro, ha cominciato a mutare quando, nel 2016, è stato approvato un progetto esecutivo. Per completare i lavori e metterla a disposizione del pubblico, servivano però 6 milioni e 366 mila euro. Questo era l’importo del progetto che, di conseguenza, è stato suddiviso in tre stralci. 

Il nuovo stop

Ripartiti i lavori sono intervenute nuove difficoltà.In corso d’opera sono infatti emerse delle criticità che hanno portato alla stipula di una variante supplementare. E così, dal 1 dicembre del 2017, in assenza di fondi, è stata disposta la sospensione dei lavori.

I fondi stanziati

Quanto serviva per far ripartire il cantiere? Il "Ministero delle infrastrutture ha trasmesso una propria valutazione di massima - si legge in una determina dirigenziale recentemente depositata in Campidoglio - ha trasmesso una propria valutazione di massima dei lavori necessari per il completamento degli interventi sospesi” pari a 115mila euro. E sono questi, esattamente, i fondi che Roma Capitale ha deciso ora di mettere  a disposizione. L’epopea del Polo natatorio può riprendere il suo corso. 
 

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