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San Paolo: prostituzione e accattonaggio tengono in ostaggio via Laodicea

L'area giochi di via Laodicea è vittima del fenomeno della prostituzione. Catarci: "Utilizzano le giostrine come legna da ardere. Bisogna recintarlo, ma il Dipartimento non risponde". Nell'adiacente mercato si registra invece un problema di accattonaggio

A San Paolo c'è una zona che sembra dimenticata dall'amministrazione: è l'area che include e circonda il Mercato Corinto. All'interno dell'edificio, sono tante le serrande abbassate. Tra queste c'è anche la saracinesca del Servizio Anagrafico. Ad una prima occhiata, sembra che in quello stabile le istituzioni abbiano consegnato la propria resa. Ed anche il giardino limitrofe, con le giostrine rotte ed inutilizzabili, contribuisce ad alimentare la sensazione di abbandono. La spiegazione è però più complessa.

IL GIARDINO E LE PROSTITUTE - "Il problema del giardino lo conosciamo bene – ci ha spiegato il Presidente Catarci – si tratta di un'area pertinente al PUP Corinto Laudicea. Abbiamo segnalato ciò che non va all'amministratore, chiedendo di mettervi mano. Lui risponde dimostrando di aver fatto quello che gli si chiede, ma purtroppo gli arredi continuano ad essere saccheggiati.Sono di legno – ci fa notare il Minisindaco – e vengono utilizzati per accendere fuochi, poichè la zona è esposta al fenomeno della prostituzione".

LA SOLUZIONE INASCOLTATA - Per affrontare il degrado dell'area, sono state avanzate delle proposte. "L'amministratore vorrebbe realizzare una recinzione. I soldi necessari a realizzarla, chiede siano decutartati dagli anni di manuntenzione che gli restano da fare". E questo spiega anche il paradosso di un giardino con l'erba curata e gli arredi rotti. Il primo viene manutenuto dall'amministrore del PUP, il secondo è la conseguenza della prostituzione che si esercita in zona. "Il Dipartimento Mobilità purtroppo non risponde alla proposta fatta, che  trova invece il Municipio d'accordo. Noi siamo per i parchi aperti e fruibili, ma in quel caso la soluzione è dettata da cause di forza maggiore".

LE AREE VERDI AI MUNICIPI - Dunque sembra sia la burocrazia centrale a condannare il giardino di via Laodicea al degrado. C'è però una possibilità. "Ai Municipi saranno dati in gestione le aree verdi sotto i 5mila metri quadrati. Si tratta sicuramente di giadini pubblici, ma se assieme a questi rientrano anche le convenzioni con i privati, come nel caso in questione, allora noi faremo di tutto per dare seguito alla proposta del concessionario".

LA SICUREZZA NEL MERCATO - Spiegato il motivo per cui il giardino di via Laodicea risulta degradato, resta da ripristinare uno stato di normalità anche all'interno del mercato.A suonare il campanello d'allarme hanno provveduto Augusto Santori, del comitato DifendiAMO Roma e Claudio De Santis del comitato L'Ostiense. "La situazione del mercato di Via Corinto peggiora di giorno in giorno a causa di diversi nomadi che quotidianamente si aggirano tra i banchi – spiegano i due – nonostante le segnalazioni, la raccolta firme e le denunce. Col ben noto stratagemma del neonato in braccio, si adoperano in accattonaggio molesto e insistente, furti di portafogli, di borse della spesa, di ciò che capita a tiro. A pagare le conseguenze di questa deprecabile consuetudine sono soprattutto gli anziani e i commercianti che quotidianamente assistono impotenti alla lenta agonia della propria attività". Il problema della sicurezza nel mercato, si somma quindi a quelli legati alla manutenzione del giardino. A farne le spese restano i residenti.

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