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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
San Paolo San Paolo / Parco Schuster

Intervista a Carlo Cafarotti (M5S), candidato alla Presidenza del Municipio VIII (ex XI)

Carlo Cafarotti, ingegnere, ciclista, è il candidato per il M5S alla Presidenza del Municipio. Ci siamo incontrati al Parco Schuster e l'intervista è stata filmata da una militante del M5S

Abbiamo intervistato il candidato portavoce alla Presidenza del Municipio VIII, per il Movimento Cinque Stelle: Carlo Cafarotti. Ingegnere, appassionato di ciclismo, Cafarotti, molto focalizzato sui risultati, asserisce che un buon amministratore deve saper mediare con gli altri livelli istituzionali.

Come scopre la passione per la politica?
Il termine passione è corretto, ma l’oggetto della passione è il bene comune, perché già la passione per la politica mi renderebbe così tanto simile che la dizione mi stona, mi da un po’ fastidio. Non scopro la passione per la politica, ma dal diritto a lamentarsi per la scellerata gestione della cosa pubblica, nasce l’obbligo morale di darsi da fare, di impegnarsi sul territorio e per quello che poi è il nostro interesse di cittadini, che vivono sulla pelle i problemi. Io sono un appassionato di ciclismo e mi muovo sempre con la bici elettrica, in città. Ed andare in bici in città, appunto, è una cosa ad enorme rischio d’incolumità. E quindi andare a delle riunioni tematiche di mobilità, aveva l'obiettivo di favorire una ciclabilità non dico eccelsa, ma almeno decente. Le prime riunioni, dunque, sono state nel tavolo per la mobilità comunale.

Quindi a ridosso della Salvaciclisti?
Sì, era ad aprile dello scorso anno. Abbiamo avuto un incontro con le associazioni, come Bici Roma, e varie interlocuzioni attraverso Enrico Stefàno, che è un altro nostro attivista abbastanza di riferimento, storico. Quello che poi cresce è il gruppo territoriale all’interno del Municipio. Come una calamita ancora non molto organizzata, sono arrivate tante persone e tutte con la stessa sensibilità. Persone per bene che hanno voglia di occuparsi dei problemi che rimangono lì. Le chiacchiere dei politici abbondano, ma i problemi permangono, come nel caso, per citarne uno soltanto, dei PUP. Formalmente sono tutti contrari, ma qui, che abbiamo avuto un’amministrazione di centrosinistra per tutto il tempo, formalmente dice no, ma poi i cantieri sono partiti. Quindi al di là delle chiacchiere sono i risultati che contano.

Quali sono i problemi che da cittadino, come ti sei definito, hai riscontrato in questo territorio governato dal centrosinistra?
Prima di tutto, a discapito delle dichiarazioni, il problema è evidente e balza agli occhi di tutti. Io da ingegnere sono abituato, per prima cosa, a guardare i numeri. A Roma abbiamo 71 automobili ogni 100 abitanti, quando la media europea, secondo le ultime indagini disponibili, è di 46. Quindi il primo aspetto è che abbiamo troppe auto rispetto ai cittadini. Il problema è dunque dove parcheggiarle? No, è toglierle. Ma nel farlo, se una famiglia non ha l’opportunità di andare a prendere i propri figli in maniera agevole, con i mezzi pubblici, è chiaro che deve farsi la seconda macchina. Ma questo va cambiato drasticamente. Quindi sulla mobilità, il primo passaggio fondamentale, è quello di ridurre il numero di auto e di implementare gli altri modi di mobilità, dal car sharing al car pooling, dare veramente impatto ed impulso ai mobility manager sia all’interno delle aziende, affinchè organizzino gli spostamenti dei loro dipendenti, che all’interno della macchina pubblica.

Parli di iniziative che sono già state intraprese da quest’amministrazione, dal car sharing ai mobility manager.
Però io parlo dei  risultati. Che incidenza ha questo, quante persone utilizzano questi strumenti? Non basta l’intento, e quindi dire ‘io ho firmato il provvedimento’. No, servono i risultati. Ed allora se le persone non usano il car sharing, mia moglie non utilizza il car sharing. Quindi stiamo dicendo che dobbiamo inserire degli obiettivi tangibili sul risultato di quelle imprese. Prima cosa, che devo anticipare, a dispetto del fatto  che siamo ancora in fase finale di elaborazione, è il disegno corretto delle linee ATAC, completamente sballate su Roma. La prima cosa messa nel programma comunale, ma ricadrà anche su quello municipale, è avere la matrice degli spostamenti delle persone. Carlo Cafarotti la mattina si alza, bene, a che ora? E dove va? Da dove parte? Se ho la matrice degli spostamenti delle persone, so come organizzare le linee dei bus. Non possono essere fatti randomici, a prescindere dalle esigenze. Altra cosa, fondamentale, è ripristinare il bus che circoli tra gli edifici pubblici, le scuole del territorio. E’ chiaro che questo può esser fatto solo come moral suasion su ATAC che faremo, tanto prenderemo sia il Comune che il Municipio, ed andremo sparati in questa direzione.

Sul piano delle piste ciclabili, questo è un territorio che non ne ha moltissime. Fu addirittura un problema metterlo sul cavalcavia dedicato a Settimia Spizzichino. Ad ogni modo è un problema che è stato evidenziato anche dalla presente amministrazione, che tuttavia non ha le risorse per poterne realizzare altre. Quindi il problema è municipale o comunale?
Affronto tutte e due le domande. Primo le piste ciclabili presenti nel municipio sono piste spot, che servono per fare un’inaugurazione. Non sono adatte alla mobilità ciclabile, che è tutta un’altra storia. Invito chiunque a raggiungere l’ufficio con la bicicletta. Non sono utilizzabili le attuali piste. Quella sulla Colombo, non la si può fare a zig zag, dietro le fermate degli autobus. Su via di Grotta Perfetta è fantastica: ad un certo punto sparisce. Stessa cosa quella sul ponte, è uno spot: devi sparire con la bici alla fine dello stesso. Non è mobilità, non c’è alcuna pianificazione. La ciclabilità è pensare a quali dorsali devono essere realizzate e trovare i mezzi per farlo. Secondo: il municipio dice di non avere risorse. Il Presidente di municipio ha come prima responsabilità, quando si insedia, di negoziare il trasferimento dall’amministrazione comunale al proprio municipio. Lo deve negoziare, deve fare pressioni per avere risorse a sufficienza.

Come si fa a negoziare?
L’arte della negoziazione è ampia.

Sì, ma in pratica?
In pratica bisogna uno fare pressioni, con tutte le leve possibile, verso l’amministrazione. Leve di ogni tipo. Se l’amministrazione è vicina, hai dei canali possibili, se è avversa, dovrai usare dei metodi più comunicativi esponendo al questione alla popolazione. E’ evidente che il negoziato ha mille sfaccettature, ma il risultato è quello che compete al Presidente di Municipio. Se sei stato in grado, ed hai avuto dei trasferimenti adeguati, hai fatto un buon negoziato. Altrimenti no. La responsabilità è ovviamente la sua.

Perché alle prossime elezioni, per la presidenza del Municipio XI, i cittadini dovrebbero votare il M5S e Carlo Cafarotti Presidente?
Perché innanzituttp, noi vogliamo una trasparenza totale, cosa che adesso di fatto non c’è. Vogliamo una legalità totale, cosa che di fatto ancora non c’è.Ma dico di più: siamo orientati ai risultati. Noi ne abbiamo sentite tante di dichiarazioni, ma vogliamo i fatti. Ci siamo messi in testa di farci dei piccoli obiettivi, e li vogliamo raggiungere in “enne” anni. La settimana prossima dovremmo fare le ultime riunioni per chiudere i contenuti dei programmi. Teniamoci dieci giorni e ci aggiorniamo sugli obiettivi.

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