Giovedì, 17 Giugno 2021
San Paolo San Paolo / Via della Vasca Navale

Degrado al polo natatorio di San Paolo, Catarci: "E' l'ora di agire"

Stamattina si è tenuta una conferenza stampa davanti alla struttura: il Municipio XI chiede la convocazione della Commissione garanzia. I lavori riprenderanno ad aprile. "Questo non basta", dice Catarci

Doveva essere un "edificio paesaggio", tale da integrarsi senza forzature in un ecosistema particolare come quello del Lungotevere Dante, dialogando con esso invece che deturparlo. Il progetto iniziale prevedeva finanche un tetto ricoperto di erbetta verde: una copertura che doveva fungere al contempo da isolamento termico per la struttura, così da permettere un notevole risparmio energetico.

IL POLO OGGI - A guardarlo oggi, il polo natatorio di San Paolo, sito in via Vasca Navale (davanti al deposito dell'Ama), è ben lungi dall'essere un edificio moderno e funzionante in cui poter sguazzare nell'acqua di piscine olimpioniche o allenarsi in una palestra completa di tutte le attrezzature. Un cantiere abbandonato e in disfacimento, tutt'intorno erbacce e rifiuti di ogni genere e cancelli rigorosamente chiusi: ecco lo "spettacolo" del polo a più di due anni dalla sua inaugurazione.

La forte denuncia sullo stato fatiscente della struttura arriva dalla conferenza stampa tenutasi stamattina davanti al cancello d'ingresso del polo natatorio. Presenti Andrea Catarci, presidente del Municipio III, Enzo Foschi (consigliere regionale del Pd e vicepresidente della commissione sport della regione Lazio), e Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Roma in quota Sel.

 "Quasi 18 milioni di euro e 30 mila mq di superficie comunale impegnati per un complesso costruito in occasione dei Mondiali di nuoto del 2009 - dichiara Catarci -. Dopo un mese di parziale funzionamento, il polo è stato chiuso e si trova oggi in una situazione di degrado e abbandono totale. All'interno vi sono due piscine coperte non ancora ultimate, una piscina all'aperto ridotta ad un acquitrino, una palestra inagibile e una sala per le conferenze da completare. Una struttura spettrale con ancora impalcature e impianti che visto lo stato di degrado in cui si trovano andrebbero risistemati".

Non è possibile entrare all'interno, "anche se fino a ieri si poteva tranquillamente oltrepassare il cancello e visionare lo scempio generale. Io stesso ho effettuato numerosi sopralluoghi nei giorni scorsi. Oggi, saputo evidentemente dell'arrivo della stampa, qualcuno ha ben pensato di chiudere i cancelli e di riparare finanche la porta d'ingresso che la settimana scorsa era divelta", afferma il consigliere regionale Foschi.



I NUOVI SVILUPPI - In mattinata, secondo quanto si è appreso, il consigliere comunale con delega allo sport, Alessandro Cochi, ha "rassicurato" telefonicamente il presidente Catarci informando che i lavori riprenderanno ad aprile ad opera della Presidenza del Consiglio dei Ministri (responsabile, al momento, dell'impianto). Tuttavia Catarci giudica insoddisfacente e tardiva la risposta istituzionale: "Oltre ad essere tardi ed a comportare altri mesi di degrado strutturale e ambientale, visto che lì si è già consumata una grande abbuffata, si ritiene indispensabile sapere subito non solo l’inizio dei lavori, ma la durata, la trasparenza nell’affidamento, l’entità del nuovo finanziamento. Per questi motivi il Municipio XI chiede subito la convocazione di una Commissione comunale Controllo e Garanzia con tutti i soggetti interessati, sta valutando l’opportunità do andare alle vie legali e rilancia l’urgenza di un risarcimento per il territorio. Che non solo ha subito uno sfregio ma ha anche registrato la beffa di non vedere realizzate neanche le opere pubbliche connesse al Polo natatorio, in particolare l’intero Lungotevere Dante con illuminazione, marciapiedi e aree verdi".

Dopo varie vicissitudini giudiziarie, la gestione della struttura è stata affidata alla FIN (Federazione italiana nuoto), ma anche da questo punto di vista si registra la critica presa di posizione di Catarci: "E' necessaria e auspicabile una gestione più vicina al territorio e alle sue necessità. La FIN è attenta maggiormente all'attività agonistica di atleti di livello nazionale, mentre dovrebbero essere i ragazzi e le ragazze del quartiere ad usufruire degli impianti, oltre a poter beneficiare di tariffe calmierate".

BENE PUBBLICO - Parimenti critica è la posizione del consigliere provinciale Gianluca Peciola, che chiede la restituzione dell'impianto alla collettività: “La nostra priorità è la revisione delle finalità del progetto. Questa struttura deve diventare un bene pubblico, di cui la collettività possa usufruire. Il Polo Natatorio di Valco San Paolo è il simbolo dello sperpero di denaro pubblico in occasione dei Mondiali di Nuoto e della mancanza di governo da parte dell’amministrazione comunale. I Mondiali di Nuoto sono stati il pretesto per una grande abbuffata da parte di soggetti privati, senza alcun vantaggio per i cittadini romani. Lo stato di degrado del Polo Natatorio di San Paolo deve servire da monito per il futuro, bisogna valorizzare le strutture sportive esistenti e non speculare sul territorio con ecomostri che vengono poi abbandonati e lasciati all’incuria. Chiediamo l’apertura di un tavolo entro la prossima settimana per fare il punto della situazione e per capire quali risorse siano necessarie da parte di Comune e Governo per il completamento dell’opera e per la riqualificazione della struttura, e per stabilire un calendario per il nuovo inizio dei lavori".

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