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Roma 70: dopo 10 anni il Peano chiude le porte al rock

Al Liceo Scientifico non è stata rinnovata la convenzione col prof. Pettinelli che da oltre dieci anni mette a disposizione le sale prove della scuola ai giovani del territorio. "Io insegno il rock ed il blues, ma forse a qualcuno non piacciono"

C’era una volta un insolito insegnante che seguiva un sogno improbabile: trasformare quattro aule abbandonate, in un luogo d’aggregazione. Il progetto, avviato oltre dieci anni fa, ha consentito a un migliaio di giovani residenti di  apprendere i fondamenti della chitarra elettrica, come della batteria. Ad altri ha permesso di perfezionarsi; a tutti, però, ha dato la possibilità di usufruire delle salette prove e d’incisione che sono state realizzate, due lustri fa, in alcuni locali del Liceo Scientifico Peano.

IL ROCK ALLA PORTA - “Insegno al Peano dal 1985, ho curato i concerti presso la scuola per più di 30 anni. Dieci anni fa ho iniziato come docente il progetto sale musicali trasformando dei locali inutilizzati e fatiscenti in 4 sale prova attrezzate ed insonorizzate – ci scrive il professor Pettinelli -  Questa trasformazione è avvenuta grazie alla mia caparbietà, ad investimenti personali ed alla collaborazione con i Dirigenti scolastici interessati”. Qualcosa però, in un meccanismo che sembrava funzionare come un orologio svizzero, si è inceppato. Ed il risultato è stata la mancata firma dell’attuale preside, sulla convenzione con l’associazione di promozione sociale Alterlego, di cui il professor Pettinelli è il presidente. “L'Associazione – prosegue Pettinelli nella sua lettera -  conta più di 1000 musicisti impegnati in orari pomeridiani e serali nei locali, per suonare e vivere dei sani momenti di ristoro e socializzazione, che raramente in questi ultimi tempi si possono godere con tranquillità”.

MUSICA PER TUTTE LE TASCHE - Messi di fronte a questa realtà, abbiamo composto il numero del docente e ci siamo fatti spiegare un po’ di cose. “Per poter usufruire della saletta prove, noi chiediamo di registrarsi come soci di Alterlego. In tal modo, come fosse una sottoscrizione, riusciamo a far pagare 12 euro e mezzo l’ora l’affitto di una saletta prove, in questo caso della più piccolina. Con quei soldi – ci spiega Pettinelli, rispondendo ad una nostra domanda – che vengono registrati nel bilancio dell’associazione, paghiamo un piccolo rimborso spese al fonico, e col resto riusciamo a coprire le spese delle pulizie, dell’insonorizzazione delle pareti, della sostituzione dei pezzi necessari alla saletta, insomma, con quella cifra svolgiamo tutte le nostre attività”.

LA STORIA DEL ROCK - Si tratta di una somma modica, da dividere per il gruppo di persone che suonano. Lontanissima dai costi d’affitto di una analoga struttura. “Noi diamo la possibilità a tutti i residenti, non soltanto agli studenti, di sfogarsi con la musica. E’ un momento importante di aggregazione, durante il quale ci si confronta e si fa musica, senza dare fastidio a nessuno. L’orario è serale, dalle 18 in poi e poiché abbiamo un  ingresso autonomo, non diamo noia a nessuno. Da queste parti sono passati anche musicisti importanti, di fama internazionale e che hanno fatto parte dei Jethro Tull – sottolinea orgoglioso il docente- Io ho sempre insegnato che il Rock ed il Blues sono la storia della musica moderna, dal Metal al Progressive, fino ad arrivare al Country. Di conseguenza ho sempre creduto in questi due generi, che forse a qualcuno non piacciono”.

LA RACCOLTA FIRME - Da questa settimana, l’attività musicale dell’associazione Alterlego e del professor Pettinetti, è cessata al Peano. Ma sulla rete, il docente ha già organizzato una raccolta firme, cui si può accedere dal sito firmiamo.it , con lo scopo di arrivare a 1000 sottoscrizioni. “Studiavo al Peano quando Alterlego muoveva i suoi primi passi – scrive Enrica, che ha firmato l’appello -  In quelle sale impolverate facevamo le prove per il corso di teatro, tra un calcinaccio e l'altro. Il professor Pettinelli ha dato a quello spazio una dignità e la possibilità di essere usato nel miglior modo possibile. Questo genere di iniziative – conclude Enrica -  vanno promosse,  non soppresse” conclude Enrica.  Probabilmente qualcuno non sarà d’accordo. Ma oltre quattrocento persone, in appena un mese, hanno dimostrato di vederla diversamente. Ed aumentano di ora in ora.

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