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San Paolo: la Regione non paga e Casale Garibaldi resta un'utopia

Problemi di erogazione dei fondi regionali, stanno provocando seri rallentamenti nei lavori. A danno delle attività svolte dai volontari del Servizio Civile Internazionale e della Città dell'Utopia

Eravamo stati facili profeti. Anche se non era stato affatto difficile intuirlo, stante le indicazioni riportate sui cartelli di cantiere, e quelle forniteci dal coordinatore della Città dell’Utopia.

AVANZAMENTO LAVORI E REGIONE. I lavori procedono a singhiozzi, e non si vede luce. Per ora. Inoltre, come era facile intuire, il problema è legato essenzialmente all’erogazione dei fondi, rilasciati dalla Regione Lazio con il contagocce. Ma procediamo con ordine, avendo parlato in mattinata con l’Assessore ai Lavori Pubblici del Municipio XII Alberto Attanasio.  “I lavori sono iniziati a novembre del 2011 ed a febbraio, una buona percentuale degli stessi, diciamo circa la metà, erano  già stati completati. La ditta incaricata, dunque, stava procedendo a buon ritmo, finché non si è determinato un problema, relativo al saldo del primo stato avanzamento lavori (SAL) da parte della Regione”.

MANCANO I SOLDI PER PAGARE GLI OPERAI. La conseguenza di questa empasse è sotto gli occhi di tutti. “La ditta esecutrice, non riuscendo più a pagare gli operai, ha di fatto rallentato l’esecuzione stessa degli lavori. Si tratta di un problema piuttosto diffuso in questo periodo – sottolinea l’Assessore, che aggiunge - Il cantiere è ancora attivo, i lavori non sono stati sospesi, ma diciamo che sono molto rallentati. Adesso c’è un dibattito tra il nostro ufficio tecnico e la ditta per vedere se si riesce a sospendere i lavori in una fase che non sia proprio di cantiere puro, però loro hanno difficoltà serie nella fase di gestione dell’appalto”. Ora, poiché sono evidenti le responsabilità, poiché come chiarisce Attanasio “ il problema, da quanto mi riferiscono gli uffici, è che la Regione non fa il trasferimento dei fondi”; e poiché su Casale Garibaldi è in piedi una concessione, che scadrà a fine anno, resta da capire quale sia il destino dei tanti volontari che la dovrebbero gestire.

IL DESTINO DEI VOLONTARI. “Da quanto mi risulta, dovrebbe esser stato completato il tetto,  mentre mancano ancora alcune cose, tra le quali gli infissi – premette Attanasio, prima di affrontare direttamente la questione del rapporto con Città dell’Utopia e Servizio Civile Internazionale.  “Evidentemente si pone un problema tra lo stato del cantiere e l’eventuale utilizzo dell’edificio. Se i lavori non sono finiti, di certo la struttura rimane consegnata alla ditta costruttrice finché non termineranno. Per cui si determina anche un problema di sicurezza del cantiere. Ad oggi dunque non c’è la possibilità di utilizzare  le parti consegnate”.

I LAVORI E L'UTOPIA. Niente da fare dunque? Non è detto, poiché una flebile speranza di utilizzare almeno parzialmente il casale, prima d’una conclusione dei lavori  che solo un buon cartomante, a questo punto, potrebbe indicarci, c’è. “Se si dovesse realizzare un primo blocco – ammette l’Assessore Alberto Attanasio - e si verificasse la conclusione dei lavori su alcuni locali, è chiaro che ci muoveremo, secondo le nostre possibilità, per riconsegnarle agli assegnatari”. La speranza, a questo punto, è che questa possibilità, seppur appesa ad un filo, non diventi un’utopia. Per le decine di volontari che operano a Casale Garibaldi, sarebbe davvero un paradosso.

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