Martedì, 15 Giugno 2021
Garbatella San Paolo / Lungotevere Dante

Polo Natatorio: un destino incerto tra degrado e rifiuti

Il Polo Natatorio Valco San Paolo, nonostante le recenti promesse di ultimazione, versa nelle solite condizioni di abbandono. Mentre tutt'intorno, da Lungotevere Dante a via Ageno, aumentano i rifiuti e le discariche improvvisate

Doveva essere un edificio modernissimo. Inserito in una cornice di pregio, lungo l’ansa del Tevere, a pochi passi da Ponte Marconi e dall’Università di Roma Tre. Ed invece è diventato un monumento allo spreco, l’ennesimo. In poche centinaia di metri, tra insediamenti abusivi,  campetti sportivi, il dopolavoro Co.Tra.L e diverse discariche improvvisate, c'è un universo di decadenza e degrado. Mentre la promessa di completare il Polo Natatorio entro l'estate, è completamente stata disattesa.


Lavori mai ripresi. “Purtroppo la bella rivelazione fatta dall’Unità Dimissioni della Presidenza del Consiglio, durante questa primavera,non si è rivelata attendibile – commenta il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci, interpellato sulla questione – All'epoca si venne a sapere che erano stati recuperati 2 milioni di euro, dei 16 originariamente stanziati attraverso la cessazione del rapporto con l’Impresa Opere Pubbliche Ambiente di Piscicelli. Ma di questi 2 milioni di euro non c’è stata più alcuna notizia ed i lavori non sono ripresi”.
A guardarlo dall’esterno, fuori dall’imponente, lunghissima cancellata di metallo, il Polo Natatorio sembra quasi completato. E’ la presenza dei sacchetti di cemento, accatastati a centinaia, e di qualche calcinaccio, che lasciano intendere come, i lavori,ancora non siano ultimati.
Ma quello che fa ancora più male, è notare lo stato d’immutato degrado in cui, nonostante le promesse, continua a versare Lungotevere Dante.

La mancata riqualificazione di Lungotevere Dante. “Nella programmazione ordinaria del Comune di Roma, Lungotevere Dante deve essere una priorità, perché è stato un impegno assunto da questa Giunta nel 2008 – ricorda Catarci –  invece lo hanno completamente disatteso: hanno fatto un pezzetto di strada e la rotonda davanti la piscina, ma solo in funzione di un impianto che è durato un mese. All’epoca, con il Dipartimento ai Lavori Pubblici ed il Gabinetto del sindaco, facemmo diverse riunioni, nel corso delle quali, è agli atti, chiedemmo il rifacimento di tutto il lungotevere”.

Le promesse disattese di Roma Capitale. La vicenda della riqualificazione dell’area, necessita di qualche  delucidazione, utile ad inquadrare le aspettative che si ingenerarono su questa zona. “Quando sapemmo che lì si sarebbe fatta una piscina – ripercorre a voce alta le tappe, il Presidente Catarci - aprimmo una vertenza insieme al Comitato ansa del Tevere, al Centro Sociale Acrobax, alla scuola, al centro anziani  ed al comitato di via Pincherle, e tutta una serie di soggetti, che sono presenti in quella zona. Facemmo degli incontri, ci fu un’iniziativa pubblica. Discutemmo con il Comune, con l’assessore Ghera e con il Gabinetto del sindaco, ed il Municipio propose, è agli atti, di riqualificare tutta l’area. Da Ponte Marconi a via Parravano, seguendo tutto il perimetro dietro la piscina. Quindi chiedemmo asfalto, illuminazione, marciapiedi, cinque o sei piccole aree verdi con slarghi e panchine, ed un percorso ciclabile. Il Dipartimento lavori pubblici ed il Gabinetto del Sindaco si dichiararono d’accordo. E poi, a parte asfaltare l’ingresso e fare la rotatoria difronte al Polo Natatorio, hanno disatteso tutte le promesse” rimarca Catarci.
E adesso cosa fare? Le questioni sono due, anche se indubbiamente legate.

La proposta del bando pubblico e l'impegno del Comune. In primo luogo va terminato l’impianto e per farlo occorrono circa 2 milioni di euro. “Per me il Comune si deve fare parte attiva. Visto che l’Unità Dimissione del Consiglio dei Ministri, che è una struttura di scopo nata per i mondiali di nuoto del 2009 e per i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha esaurito i suoi compiti, diventa veramente ingiustificabile immaginare che possa avere un’altra proroga. A questo punto il Comune prenda in consegna, presso il Consiglio dei Ministri, l’opera, facendo un bando per assegnarla ad un soggetto privato, o ad una cordata, in grado di spendere quei due tre milioni per ultimare il Polo Natatorio. In cambio si potrebbe pensare di affidarglielo in concessione per qualche anno”.E per quanto attiene la riqualificazione dell’area, si è detto, anche in questo caso la soluzione dovrebbe esser trovata dal Comune. “Perché si era assunto l’impengo di farlo, già nel 2008” ricorda Catarci. Vedremo come andrà a finire.

Degrado diffuso. Nel frattempo, proprio difronte al cancello d’ingresso del Polo Natatorio, c’è una sorta di discarica improvvisata, mentre tutt’intorno fioriscono accampamenti abusivi ed accatastamenti di rifiuti d’ogni sorta. Non è un bello spettacolo da vedere, così circondato d'immondizie , l'“edificio paesaggio" di Valco San Paolo. Non lo è affatto, purtroppo.
 

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