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Ex studentato occupato Alexis: otto mesi dopo lo sgombero vince il degrado

Non è mai partito il progetto che puntava alla riqualificazione dello spazio con i fondi regionali per l'emergenza abitativa. L'Alexis non è più stato messo in sicurezza nel generale disinteresse di Comune e Regione

Foto di Laura Manciati

Era uno studentato. Con libreria popolare annessa. Lo stabile occupato Alexis di via Ostiense, è oggi un luogo abbandonato. Lo è da almeno 8 mesi. Tanti quanti ne sono passati dal suo sgombero. L’edificio, di proprietà comunale ma gestito da Atac, era diventato insicuro per i suoi inquilini. Con una perizia la Polizia Locale aveva stabilito che c'era un cornicione pericolante. Di conseguenza  la Questura ne aveva disposto il sequestro. Ed il contestuale sgombero.

Da gennaio l’Alexis è disabitato. Il suo destino, negli ultimi mesi, non è stato  molto diverso da quello toccato in sorte agli ex Mercati Generali. Entrambe le realtà, situate una difronte all’altra sulla via Ostiense, sono riuscite a catalizzare progetti. A convogliare energie. Ad alimentare aspettative. Eppure sono ferme al palo. Nell’ex studentato, i lavori per la sistemazione del cornicione poi, sembra non siano mai neppure partiti. Ad inizio dicembre del 2016,  i 20 inquilini dell’Alexis, informati di un imminente sgombero, avevano provato a rinserrare i ranghi. Per farlo,  avevano organizzato un interessante appuntamento.  Un'assemblea cittadina durante la quale era stato presentato pubblicamente il progetto di riqualificazione . Si trattava, come aveva spiegato lo'architetto Sotgia “della possibilità concreta di realizzare 10 appartamenti, più uno spazio aperto alla cittadinanza, all’integrazione, ai tanti servizi sociali che già si fanno all’interno”. Costo dell’operazione un milione di euro. 

I fondi ex Gescal e la struttura da riqualificare

I fondi per la riqualificazione dell’Alexis sono contenuti nelle risorse ex Gescal di cui dispone la Regione Lazio. In tutto 257 milioni di euro. Solo una minima parte quindi, sarebbe stata destinata a rigenerare la struttura. A creare 10 appartamenti ed uno spazio sociale in cogestione con il quartiere. Nell'edificio, dove all’epoca dello studentato occupato era presente uno sportello sulla disoccupazione ed ogni settimana venivano organizzati incontri nella libreria indipendente lì appositamente creata. Ora non c’è più nulla.

Il mancato trasferimento all'ex Deposito Atac

Il trasferimento dei 20 occupanti, all’interno di un edificio situato nelle adiacenze dell’ex Deposito Atac, non è più stato perfezionato. “Eravamo riusciti a firmare per un contratto anche per ottenere le utenze, ci avevamo trasferito le nostre cose, ma poi non ci hanno fatto più entrare. E tra l’altro – spiega Mattia, uno degli attivisti di Alexis – quando a giugno siamo andati a recuperarle, molte erano state rubate”. Problemi ci sono stati anche con la libreria, che ha evidentemente smesso di funzionare. Uno spazio in meno di socialità per il quartiere. I ragazzi dell’Alexis intanto si stanno frammentando. “C’è chi è tornato a casa dai genitori e chi, lavorando, con fatica riesce a pagarsi l’affitto di una stanza”.

Il sogno in frantumi e l'instabilità politica

Del progetto auspicato da questi ragazzi, censiti dalla delibera regionale 18/2014, quella del piano straordinario per l’emergenza abitativa, non si è fatto più nulla. “Dopo le dimissioni di Berdini abbiamo perso un interlocutore in Campidoglio, necessario perchè doveva firmare la delibera per rilanciare la struttura. Poi è caduto anche il Municipio VIII che magari poteva essere di supporto”. Da qualche settimana il Comune ha anche ritirato la delega al patrimonio a Mazzillo che ora non è più neppure un assessore capitolino. “Mancando la stabilità – riflette Mattia – è venuta meno anche la possibilità di avere un’interlocuzione fissa”. In Regione la stabilità invece c’è, “ma dall’assessorato alla Casa della Regione Lazio, non riusciamo ad avere risposte”. Nel frattempo dell’Alexis rimangono i disegni realizzati dal noto Street artist Blu. E delle transenne dietro le quali, si è formato l’immancabile cumulo d’immondizia. Un altro esempio di degrado e di abbandono per la città. Un sogno infranto per i 20 giovani che, con la loro iniziativa, erano riusciti a restituire vita ad un edificio rimasto per decenni inutilizzato.

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