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Montagnola: “contro l’omofobia si riparta dai registri delle Unioni Civili”

Il Municipio suggerisce al Comune di allargare la sfera dei diritti, prendendo spunto da quanto fatto dall’ente di prossimità con l’istituzione del registro per le Unioni Civili

La morte di Simone, il ventunenne romano che nella notte tra sabato e domenica scorsa si è tolto la vita, rappresenta un gesto estremo, disperato. Un epilogo drammatico che non può lasciare insensibili quanti, a livello politico, responsabilmente avvertono il peso della loro carica istituzionale. E che, nei limiti delle proprie possibilità, stanno cercando di far breccia in un contesto che priva molte categorie, dei necessari diritti.

SERVE UNA SVOLTA - Dal Municipio VIII, pertanto, oltre che esprimere il rammarico per la tragica fine del giovane, si sta pensando anche a come intervenire. O meglio, a come esportare un modello già sperimentato.“Quella di Simone è l’ennesima vita spezzata dal pregiudizio e dall’idiozia omofoba, l’ennesimo segnale di inciviltà e di regressione – esordiscono in una nota Andrea Catarci e Anna Rita Marocchi - Serve una svolta, con provvedimenti che incidono sulla cultura e sul clima della città, riscoprendone la vocazione millenaria alla contaminazione, puntando decisamente sui diritti per tutti e sul contrasto di ogni forma di discriminazione.”

L'ALLARGAMENTO DEI DIRITTI - Scendendo sul piano della prassi, il Presidente e l’Assessora alle Pari Opportunità, hanno anche indicato una strada da seguire. Ed è quella che porta all’inclusione, al riconoscimento di pari dignità per qualsiasi tipo di scelta affettiva si decida di compiere. In altre parole il Municipio dei diritti è tornato sugli scranni per ricordare che alcune buone pratiche, nel territorio capitolino, già sono state implementate dagli Enti di prossimità.
“Alcune cose si possono fare subito. La Giunta e l’Assemblea Capitolina inizino con l’allinearsi a quei Municipi che già da tempo hanno istituito i registri delle Unioni Civili e quello del Testamento Biologico – ricordano Catarci e Marocchi - sostenendo poi quelle iniziative degli stessi Enti territoriali sulla Formazione dei docenti, sul lavoro nelle scuole e nei centri di aggregazione, sulla collaborazione con le associazioni, scegliendo insieme come terreno strategico di intervento l’allargamento delle libertà personali e il rispetto universale”.

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