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Municipio XI: il Ministero dell’ Istruzione disattende le aspettative di tutti

Nonostante la mobilitazione delle scuole elementari, il MIUR non raccoglie le richieste avanzate. Ma di fondo Catarci segnala “un marchiano errore: hanno calcolato un aumento di 1200 alunni anziché 3600. E con queste premesse…”

A nulla è valsa la mobilitazione dei giorni scorsi, in viale Trastevere, del Coordinamento Scuole Elementari, cui ha preso parte anche il Municipio XI. 

L' Austerity nella scuola pubblica. Le richieste inoltrate, a partire dalla quella di non intervenire tagliando oltre 200 docenti, che mettono a serio rischio il tempo pieno, non sono state accolte dal MIUR che, al contrario, ha ribadito la necessità dell’ennesima operazione votata all’Austerity. "Ancora una volta il Ministero dell'Istruzione non ha raccolto nessuna delle richieste di famiglie e insegnanti del Coordinamento Scuole Elementari che hanno protestato a Viale Trastevere, nascondendosi,  a fronte di finanziamenti per gli istituti privati che non vengono messi in discussione, dietro l’ipocrita mancanza di risorse, rimbalzando la responsabilità nei confronti del Ministero Economia e Finanza” fa notare il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci che già, in precedenza, aveva sottolineato la sperequazione tra finanziamenti al settore pubblico ed a quello privato dell’istruzione.

Un errore di previsione. “A completamento del desolante quadro si è ammesso candidamente un marchiano errore di valutazione, per cui nel Lazio si è previsto un aumento massimo di 1200 alunni invece dei 3600 reali. Ovvio, poi,  che con queste premesse…." – commenta Catarci che, a fronte del  - taglio di 245 docenti, l’azzeramento degli insegnanti specialisti della lingua inglese, la riduzione degli insegnanti di sostegno, il dimezzamento delle sezioni a tempo pieno e lo stravolgimento del relativo modello organizzativo – intravede esclusivamente una via d’uscita.

Ancora mobilitazioni. “Solo le ulteriori mobilitazioni già annunciate possono far cambiare atteggiamento ad un esecutivo che scelleratamente persiste nel processo di mortificazione dell’istruzione - conclude Andrea Catarci - e della ricerca pubblica, andando ad indebolire ulteriormente la fonte primaria di prospettiva e futuro per un Paese: la conoscenza".
 

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