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Ostiense: dopo 18 anni, chiuso il centro anziani in via del Gazometro

I locali abbandonati dell'ex PSI, riqualificati da un gruppo di anziani che da oltre 18 anni vi si incontrano, pagandone anche le bollette, è stato improvvisamente sigillato dall'ATER

Via del Gazometro è una delle strade più gettonate, per gli amanti della movida in zona Ostiense.
Non mancano i locali d’intrattenimento per i più giovani, e neppure le proteste dei residenti, che nel fine settimana faticano a trovare parcheggi, oltre che un’improbabile quiete notturna.

LA SEDE GESTITA DAGLI ANZIANI. In quest’area, uno degli spazi più informali che si conoscano,  è rappresentato da un locale, già sede del PSI, che alcuni anziani abitanti diciotto anni fa hanno incominciato a ripulire ed sistemare. E che, da tantissimo tempo, hanno eletto come il ritrovo dove incontrarsi per una partita a carte, o per organizzare un’iniziativa benefica. A questo spazio, in via del Gazometro 3, sono stati appena posti i sigilli. L’ATER, che ne ha la proprietà, ha deciso di toglierlo ai suoi occupanti, da un giorno all'altro.

LA RIQUALIFICAZIONE DEL LOCALE
. A darcene notizia è il Presidente del Municipio XI Andrea Catarci che stamane, ha indetto una conferenza stampa sul posto. “Questa era ex sede politica del PSI, poi abbandonata dopo la fuga del re e le  varie peripezie che portarono alla frantumazione della grande esperienza storica del partito socialista.  Dopo un periodo di inutilizzo – ricorda Catarci - alcuni anziani ne hanno preso possesso, sistemando e mettendo a posto il locale. Il tutto in una maniera  molto informale, tranquilla, senza mai chiedere soldi pubblici, senza mai avere particolari mire, hanno ricominciato ad aprirlo, a pulirlo, a pagare le bollette che da decine di anni non venivano pagate, ed hanno ripreso ad utilizzarlo. Poi improvvisamente, pochi giorni fa, da quanto mi risulta senza particolari preavvisi, gli è arrivata l’ingiunzione di andarsene, ed è stato sigillato il locale. Un fulmine a ciel sereno”.

UNA STRADA SENZA POLI AGGREGATIVI. Quali siano le ragioni che hanno portato l’Azienda Regionale per l’Edilizia Territoriale Pubblica ha rivendicarne il possesso, ancora non sono note. “A fronte di un’esperienza virtuosa, di alcuni residenti che autonomamente hanno sistemato e ripreso ad usare un locale, intervengono i sigilli – riconosce perplesso Catarci - probabilmente perché è una zona importante, così vicina agli ex mercati generali, a due passi da EATALY. Forse è per questo che si è fatta questa scelta, che non ha tenuto in considerazione il fatto che si tratti di un luogo importante, in una strada che non è un quartiere e che nonostante i tentativi che si sono fatti negli anni per costruire pezzetti di aggregazione. Chiuderla – conclude il Presidente Catarci -  costituisce una perdita netta per tutta la zona”.

LA MOVIDA ED I POSSIBILI APPETITI. Anche Simona Panzino, dell’Agenzia dei Diritti del Municipio XI,  condivide l’analisi ed il rammarico del minisindaco. “Sono venuti all’Agenzia poche settimane fa, ad esporci il caso. Noi già 3 anni addietro ci eravamo informati per loro presso l’ATER e ci avevano tranquillizzati. Non capisco perché abbiano agito così, senza proporre una trattativa. Hanno riqualificato uno spazio, ci si incontrano da 18 anni per fare tornei di tresette e briscola, come per organizzare iniziative benefiche, visto che in zona non ci sono altri centri anziani. Pagano le bollette, insomma, non vedo perché non gli sia stata proposta una transazione. Forse – conclude Panzino – è perché siamo in una zona dove c’è la movida, e quindi, magari il locale interessa”.

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