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Elezioni Municipio VIII: intervista ad Agostino Altobelli candidato presidente di "Riconquistare l'Italia"

Le proposte del candidato presidente sulle principali questioni del territorio dell'VIII municipio

Il futuro degli ex Mercati Generali e quello dell'ex deposito Atac di San Paolo. La manutenzione del verde ed il rilancio dell'edificio che ospitava il Farmer's Market. Agostino Altobelli, candidato presidente del Municipio VIII per Riconquistiamo l'Italia ha risposto alle domande di Romatoday.

Altobelli, i cantieri negli ex Mercati Generali restano la grande incompiuta del territorio. L'attuale progetto di trasformazione vi convince? E cosa pensate dell'ipotesi di realizzarvi uno stadio della Roma?

Gli ex Mercati Generali sono il simbolo del degrado in cui l’archeologia industriale è, ahimè, tenuta a Roma; ma sono anche il simbolo del fallimento dell’urbanistica contrattata. Sono ben più di dieci anni che si parla di progetti di rigenerazione urbana da realizzare insieme a uno sponsor privato (gli ultimi interlocutori sono stati i Toti), ma l’area tra Testaccio e Ostiense rimane tale e quale al giorno della chiusura dell’attività mercatale nel lontano 2002. A noi convince l’idea di realizzare in quegli spazi una “Città dei Giovani”, riportando socialità e spazi pubblici nell’VIII Municipio. Tuttavia, va pensato un progetto libero da speculazioni dei privati. In più, sarebbe ottimo trasferire nella zona sedi di uffici e aziende municipalizzate per offrire un servizio polivalente alla collettività. Per quanto riguarda lo stadio della Roma, siamo contrari a scegliere la zona degli ex Mercati Generali perché ci sono vincoli architettonici difficilmente superabili.

Alla Garbatella la sede dell'ex Farmer's Market nel 2019 è stata chiusa. I lavori non sono mai partiti e la struttura rischia di degradarsi. Cosa può fare il municipio per rimettere in funzione quell'edificio?

Lasciare nell'abbandono una struttura capace di migliorare l’offerta di servizi sul territorio non è nella nostra linea di pensiero. L'ex Farmer's Market, chiuso nel 2019, va riqualificato e messo a disposizione dei cittadini. Ad esempio, si potrebbe pensare di destinarlo, anche solo a titolo momentaneo, a isola ecologica. Si agevolerebbe la raccolta dei rifiuti, in particolare di quelli ingombranti, problema delicato che tocca la città quotidianamente.
Nel futuro, serve un serio progetto di riqualificazione per destinarlo a ospitare un mercato rionale e offrire così opportunità occupazionali in zona.

Il deposito Atac di San Paolo è tra gli immobili messi all'asta per salvare l'azienda di trasporto pubblico dal fallimento. Ritiene che il Comune debba provare a riscattarlo, come fatto per altri depositi Atac, oppure per non gravare sul bilancio capitolino, sarebbe meglio venderlo ai privati?

Il piano di concordato preventivo in continuità elaborato da Atac e sottoscritto dai creditori ha sicuramente salvato la situazione patrimoniale della partecipata, ma ha avuto dei costi notevoli per l’interesse pubblico. In particolare, chi ha gestito l’accordo non ha minimamente tenuto in considerazione il valore per la collettività degli immobili di Atac. Questa vicenda non riguarda solamente il deposito di San Paolo, oggi adibito a luogo di eventi e spazio per un mercato ortofrutticolo (anche se contesto la denominazione in inglese “San Paolo Garage” – non era meglio usare la nostra amata lingua italiana?), ma molti altri spazi in tutta la città (il deposito di Piazza Ragusa, quello di Piazza Bainsizza e gli immobili di Lucha y Siesta). Va tutelato il patrimonio pubblico, evitando le aste.

Tra le ricchezze del Municipio VIII figurano le tante aree verdi. Come fare per garantirne la manutenzione, visto che il numero non sempre sufficiente di operatori in forza al Servizio Giardini?

La cura del verde deve essere un obiettivo primario degli amministratori comunali (Roma è la città più verde d'Europa) e municipali (all’VIII Municipio abbiamo la preziosa tenuta di Tor Marancia, 200 ettari di verde scampati all’edilizia). Purtroppo, le scelte fatte dalle amministrazioni precedenti e la riduzione degli addetti alla manutenzione di circa l'80% del personale del Servizio Giardini rispetto ai numeri di quattro decenni fa ha portato a un evidente degrado, non solo dei parchi ma dell'intero territorio. Ecco perché l'unica soluzione è tornare ad assumere personale qualificato per gestire al meglio le aree verdi del territorio.
 

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