Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Roma 70: il M5S tende la mano agli inquilini sfrattati

Marco Agostini (M5S) “Siamo per il cemento zero:prima verifichiamo chi ha diritto alla casa, poi eventualmente costruiamo, ma senza ricorrere ai ghetti”

Il tema dell’emergenza abitativa, entra di diritto nell’agenda di molte forze politiche. Nel territorio del Municipio XI, dove la situazione, a causa degli sfratti perpetrati dagli ex Enti Previdenziali ai danni di alcune migliaia di inquilini, è particolarmente gravosa, il Movimento 5 Stelle si sta interessando della questione. A ridosso di un incontro che il candidato alla regione Davide Barillari dovrebbe tenere a giorni con alcuni cittadini vittime di sfratti, Marco Agostini, a sua volta “candidato portavoce” al Consiglio Regionale, residente alla Montagnola,  ci spiega la posizione del Movimento 5 Stelle sul tema emergenza abitativa.

GLI ECCESSIVI RINCARI - “Io partirei da due assunti essenziali: l’housing sociale, quindi le case in locazione agevolata, dovrebbero avere un canone minore rispetto a quello di mercato, quindi l’ultimo accordo fissato dal Comune con i vari rappresentanti sindacali, secondo i comitati non è accettabile, perché aumenta i canoni anche sensibilmente. E molti inquilini che sono presenti là, non possono permettersi di pagare questi affitti considerevolmente aumentati, dopo gli accordi intercorsi”. Il riferimento è, chiaramente, ai gravi rincari che molti inquilini degli ex enti previdenziali, ora fondazioni private, hanno dovuto fronteggiare.

LA PARTECIPAZIONE - Su un incontro, recentemente svoltosi con alcuni attori politici e sindacali, denunciato su 11Radio da una residente del territorio, Agostini ammette che “sono al corrente del fatto che ci sia stato un incontro ristretto, non pubblicizzato adeguatamente, i cui particolari non conosco. E so che non hanno partecipato tutti gli interessati, come invece avrebbe dovuto essere. Ci si riempie tanto la bocca con la partecipazione, e poi…”

LA GHETTIZZAZIONE - In generale, Agostini dichiara di  non condividere la possibilità “di fare l’housing sociale, come sta avvenendo, costruendo nuovi appartamenti in iper-periferia, per spostarvi gli inquilini che sono già in alloggi in edilizia popolare, trasferendoli da un territorio all’altro, col dine di vendere quegli appartamenti che, frattanto, si sono valorizzati”. Dunque anche per il M5S l’housing sociale ventilato dall’amministrazione centrale, stando alle parole di Agostini, non sembrerebbe esser la risposta adatta all’emergenza abitativa.

CASE POPOLARI AGLI AVENTI DIRITTO - “Bisogna considerare una seconda questione, oltre all’entità del canone d’affitto che è da rivedere – ragiona il candidato del M5S alla Regione – Dovremmo fare l’inventario dell’edilizia popolare esistente, perché abbiamo il sospetto che non sia assegnata adeguatamente, secondo i requisiti necessari. Dobbiamo fare l’inventario del costruito per vedere chi ne abbia realmente diritto. Fatto questo dobbiamo andare a vedere se è necessario fare nuovo housing sociale, ma questo è un problema successivo – riconosce Agostini -  Ma bisogna prima riqualificare quello che è già esistente”.

CEMENTO ZERO - Infine, il portavoce grillino, ci ha spiegato in cos’altro consiste lo slogan “cemento zero”, adottato anche dal movimento. “Oltre a quello che ho già evidenziato, la visione che stiamo cercando di perseguire all’interno di uno specifico tavolo di lavoro, è quella di avvicinarsi a ciò che avviene in altri paesi europei, laddove si fa edilizia popolare, non ghettizzando chi non si può permettere di pagare degli affitti. Si fa housing sociale insieme all’edilizia residenziale che noi crediamo debbano essere inclusi in un unico insediamento”.

L’ADESIONE AL CORTEO - E sul corteo contro la speculazione, che prenderà avvio sabato alle 15, Agostini ricorda che “Noi sosteniamo ogni manifestazione che segua i principi del M5S ed in particolare dei cittadini che condividono il nostro approccio, che poi è il loro, ovvero il frutto del lavoro condiviso e partecipato con gli stessi. Non è che noi sottoscriviamo queste richieste,poichè sono esattamente le stesse che rientrano in quel ‘cemento zero’ che fa parte del nostro programma municipale ed ovviamente regionale”.

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