Mercoledì, 28 Luglio 2021
Garbatella Garbatella / Viale Guglielmo Massaia

Garbatella: sfrattata per ridare la casa ad un assegnatario decaduto

Aveva venduto il contratto d'affitto per 80 milioni ed ora, a distanza di anni, rivuole la casa. La giustizia prende le parti dell'ex proprietario, nonostante la nuova inquilina abbia nel frattempo ottenuto la sanatoria dall'Ater

Rinviato al 12 maggio lo sfratto alla signora F. nel quartiere Garbatella: un provvedimento giudiziario dettato dalla conferma giudiziaria della (ri)assegnazione della casa all’ex proprietario che aveva venduto il proprio contratto di affitto per tornaconti personali. Il giudice ha emesso sentenza: che l’appartamento ritorni a lui, nonostante l’Ater abbia confermato la decadenza dell’assegnazione a suo nome e che alla Sig.ra F. venga riconsegnata la quota data a suo tempo, equivalente a 36 mila euro attuali. A fronte di ciò, il vecchio proprietario intende ascoltare una sola voce: riprendersi la casa senza restituire il denaro. Fortunatamente lo stesso sfratto non è avvenuto (per mancanza di forza pubblica) e il problema, rinviato a maggio, è ormai di pubblico dominio. Nei confronti della Sig.ra F, separata e con figli, c’è la solidarietà del Municipio XI, dell’Ater e della comunità locale.

L’inquilina di Via Massaia ha sanato la propria posizione con l’Ater più di undici anni fa. Le carte sono in regola e il provvedimento che intende restituire la casa ad un assegnatario decaduto ha del paradossale. “Questa situazione- spiega la Signora Fredi- creerebbe un precedente non indifferente nel quartiere, in molti venderebbero le proprie quote per poi rivolerle. Dopo aver ottenuto la sanatoria e lui la decadenza pensavo di non avere più problemi, invece non è così. Abbiamo fatto costituire parte civile l’ater, ma il giudice ha deciso di accettare la richiesta dell’ex proprietario ed io rischio anche di non avere soldi indietro”.

“Se ci deve essere rispetto delle regole che sia integrale- dichiara Andera Catarci , presidente dell’XI Municipio- Ci aspettiamo, pertanto, che qualora lo sfratto dovesse proseguire, prima della riconsegna delle chiavi dell’abitazione di via G. Massaia, venga depositato il denaro dovuto presso il locale commissariato e che l’ater si riappropri in tempo reale di un suo bene. O si reputa normale la compravendita illegale a mezzo di buonuscita al punto da rimborsare della casa una persona che un giudice ha riconosciuto colpevole dell’uso illegale di un bene pubblico?”


L’accordo tra le due parti stipulato più di 10 anni fa, infatti, risulta comunque illegittimo. Quello che il Municipio intende fare è sostenere l’esecuzione della sentenza in tutti e due i sensi anche perché se la signora avesse i soldi , l’ater potrebbe intervenire ed essere decisivo nell’imporsi a non ridare la casa ad una persona deceduta dall’assegnazione. L’assurdo, invece, è che oggi la signora viene sfrattata pur essendo sanata e l’altro si riprende l’alloggio per quale è stata emessa determinazione di decadenza. Una farsa.

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