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Immagine d'archivio

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Piano freddo: per il Municipio VIII è un flop del Campidoglio. Lanciata una raccolta di coperte

Il 14 gennaio davanti le scuole del Municipio VIII saranno raccolte coperte e sacchi a pelo. Ciaccheri: "E' un segnale per chiedere risposta urgente del Comune"

Le misure messe in campo per contrastare il calo delle temperature non bastano. A Roma c’è bisogno di maggiori investimenti per fronteggiare l’emergenza. C’è bisogno, in altre parole, di potenziare il piano freddo.

Misure insufficienti

La richiesta non arriva solo dalle associazioni che, come le Acli o la Comunità di Sant’Egidio, denunciano le misure insufficienti del comune a fronte d’una situazione che è stata complicata dalla pandemia. Anche chi amministra i territori, oltre ad offrire il proprio contributo, ha voluto sollecitare l’attenzione del Campidoglio sul delicato tema.

Quadro peggiorato dal Covid

“La situazione dell’accoglienza a Roma è sempre più drammatica. Le temperature stanno scendendo e l'insufficienza del piano di accoglienza cittadino diventa un potenziale pericolo per centinaia di persone che in questo momento in città scontano la loro condizione di fragilità - ha osservato Amedeo Ciaccheri, il presidente del Municipio VIII -  L'emergenza Coronavirus per loro è un motivo di ulteriore sofferenza e isolamento”.

La raccolta di coperte

Cosa fare per non limitarsi a puntare l’indice? L’ente di prossimità ha già aperto due centri municipali per l’emergenza freddo, uno nel quartiere di Tor Marancia e l’altro ad Ostiense. Ma evidentemente non basta visto che, il minisindaco, è tornato a fare appello alla solidarietà dei residenti. “Giovedì 14 dicembre lanciamo una raccolta straordinaria di coperte e sacchi a pelo, davanti a sei scuole dei nostri quartieri, durante gli orari di ingresso e di uscita delle scuole. L’iniziativa - ha spiegato Ciaccheri - sarà realizzata con il coinvolgimento delle volontarie e dei volontari di Municipio Solidale ed in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio”. 

E’ una goccia nell’oceano che da sola non può bastare. Ma è anche “un segnale” ha spiegato il minisindaco “per chiedere una risposta urgente, vista anche la disponibilità di Federalberghi, per correre ai ripari con un piano straordinario d'accoglienza, in assenza di una strategia già preparata e pronta”.
 

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