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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Liceo Socrate, dopo le minacce la preside fa il pieno di solidarietà

La Dirigente Scolastica aveva ricevuto una lettera anonima

"Milena datte e mori", vattene e muori. Un messaggio lapidario, destinato alla  dirigente scolastica del liceo Socrate. Un gesto estremo, realizzato mediante una lettera anonima. Un atto esecrabile che ha sortito l'effetto opposto a quello che probabilmente era atteso. La dirigente infatti ha annunciato di voler arrivare alla fine dell'anno scolastico. E tutti, dai docenti ai rappresentanti di classe, hanno condannato il gesto. Quindi la dirigente scolastica, da quella lettera anonima, ne è uscita addirittura rafforzata.

Niente a che vedere con la mobilitazione

Per i rappressentanti degli studenti, il messaggio recapitato è stato "un atto vile e mafioso che non ha nulla a che fare con la nostra mobilitazione contro l’operato della Dirigente". Al contrario "è un’azione che la colpisce personalmente e crea presupposti sbagliati e deviati per la risoluzione dei problemi in via d’attuazione a seguito della nostra Occupazione". All'inizio di Novembre, gli studenti del Liceo Classico e Scientifico della Garbatella, si erano infatti mobilitati per affrontare la questione del sovraffollamento del Socrate. L'eccessiva domanda cui l'istituto va incontro, deve necessariamente fare i conti con gli spazi limitati della scuola. Un tema che gli studenti hanno posto e che, in prospettiva del nuovo anno scolastico, è entrato nell'agenda delle istituzioni locali

Il Socrate è una seconda casa

L'attenzione ottenuta durante i giorni della mobilitazione, ha rischiato di essere oscurata dall'episodio della lettera. Un gesto dal quale tutti hanno preso le distanze. "Chi l'ha scritta - hanno commentato in una nota i docenti del Socrate - dimostra di essere una persona di evidente codardia e incapace di esprimere apertamente le proprie idee, fondamento di una società civile e democratica". E' però importante che i piani siano tenuti separati. Per questo, il Consiglio d'Istituto si è espresso in maniera chiara, per ricordare che "il Socrate è una scuola aperta e solidale con tutti, dove non ci sono veleni e dove studenti e docenti non sono dei facinorosi". Al contrario amano la loro scuola che "considerano come una seconda casa," e ritengono che "tutte le persone che vi operano, sia quasi come una seconda famiglia".

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