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Garbatella, dopo l’incendio il dramma: “E' andata in fiamme la storia della mia famiglia”

A Santo Stefano un incendio ha devastato un appartamento della Garbatella. Rosella Fruguglietti: "E' andato tutto distrutto, mia sorella è ora senza casa"

Le fiamme hanno divorato un appartamento e reso inagibili altre due. L’incendio che è scoppiato nella notte di Santo Stefano alla Garbatella, ha mandato in cenere porte e finestre. Ma anche i ricordi di chi,al civico 13 di via Sant’Adautto, ha trascorso una vita.

“In quell’appartamento i miei genitori hanno abitato per sessant’anni - ha raccontato a Romatoday la signora  Rossella Fruguglietti  - mio padre non c’è più ed ora ci abita mia madre che ha ottantanove anni, ed una delle mie sorelle, che adesso è rimasta anche senza casa”.

Nel cuore della Garbatella

L’edificio colpito dall’incendio si trova alle spalle del parco Commodilla. Via Sant’Adautto ha mantenuto l’originale conformazione urbanistica. Poche case basse, gestite prima dell’Istituto autonomo delle case popolari, ora da Ater. A qualche centinaio di metri da piazza Brin dove, nel febbraio del 1920, venne posata la prima pietra del quartiere. 

Il legame

“Vedere l’appartamento andato in rovina è stato devastante. Lì dentro si è sviluppata tutta la storia della mia famiglia. In sole due stanze abbiamo vissuto in nove, perchè io sono l’ultima di sette fratelli, di cui uno soltanto è maschio. Ed abita in Spagna - racconta la signora Fruguglietti - non abbiamo ancora avuto il modo di avvisarlo di quanto è accaduto”.

Le fiamme che si sono sviluppate al primo piano dell’appartamento, per ragioni ancora da accertare, hanno in poche ore cancellato la storia d’una famiglia che, alla Garbatella,aveva costruito le proprie radici. “Mia madre stava trascorrendo le feste da una delle mie sorelle ed ancora non sa niente. Domani (lunedì 28 dicembre ndr) sarebbe dovuta rientrare a casa. Ma quale casa, se è andata in fiamme” racconta la signora Fruguglietti con la voce roca perchè, ha spiegato, ha gridato per tutta la notte.

La richiesta di un alloggio

L’appartamento non c’è più. Resta poco della vita che lì dentro ha trascorso la famiglia. L’anziana madre e la donna di sessantacinque anni che vi abitavano, non hanno più un luogo dove stare. “Ho chiesto al funzionario di Ater che si è recato sul posto, dove io sono arrivata subito dopo l’incendio, di darci una mano. I miei genitori, nonostante le difficoltà, hanno sempre pagato tutto spero se ne tenga conto. Perchè ora mia sorella, che ha una invalidità all’80%, non ha un posto dove dormire”. La richiesta è chiara. Alle istituzioni, ora, spetterà il compito di ascoltarla.

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