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Garbatella: “Cara ATER, che vogliamo farne di questo giardino?”

Un giardino chiuso con tanto di catena, mortifica le aspettative dei residenti che vi avevano organizzato uno spazio aggregativo. Moccia: "Vorremmo sapere dall'ATER cosa succede e qual è il destino dell'area"

Un giardino abbandonato ma inaccessibile, nel cuore pulsante della Garbatella. Tra la Regione Lazio e l’oratorio del San Filippo Neri. Tra rigogliosi bouganville in fiore ed alberi da frutto, c’è una porzione di territorio che è stato sottratto ai residenti. Si tratta di un’area verde, un tempo adibita a spazio aggregativo, ormai chiusa con tanto di catena e lucchetto.

SALVATO DALLA SPECULAZIONE - Sul lato di via Rosa Raimondi Garibaldi, davanti al cancello, un cumulo di rifiuti cartacei fa da monito. Siamo difronte al curatissimo Parco Garbatella, ma qui le attenzioni dei cittadini hanno trovato un ostacolo. E le scatole di carta che insozzano l’ingresso del giardino, stanno lì a testimoniarlo. “Siamo in un’area compresa tra le edificazioni ex INCIS oggi ATER – ci informa Paolo Moccia, residente della zona – Questo è un giardino di pertinenza di tutti i condomini. Tanti anni fa, circa nel 2006, circolò la voce che qualcuno aveva preso  di mira questo spazio, per farvi dei parcheggi privati. Con gli altri residenti ci mobilitammo subito per impedire che avvenisse questo sfacelo”.

UNO SPAZIO D'AGGREGAZIONE - La risposta degli abitanti della Garbatella, non fu di  mera contrapposizione. Al contrario, nel rivendicare un diverso utilizzo dell’area, i residenti si adoperarono per trasformarla radicalmente. Per metterla a disposizione della comunità locale. “ Abbiamo fatto in modo che divenisse un luogo di aggregazione per tutti i condomini – prosegue Moccia, già Consigliere  municipale - Abbiamo messo dei tavoli, alcune sedie ed anche delle luci.  I bambini potevano farvi le feste ed in generale c’era molta partecipazione”.

UN ABBANDONO DISARMANTE - Poi è accaduto l’imprevedibile, ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti. “Più di un anno fa sono arrivati dei responsabili dell’ATER con un ufficiale giudiziario. Hanno cambiato i lucchetti e da allora non si sa più niente – ci informa Paolo Moccia – Adesso ci ritroviamo in una situazione in cui nessuno sa nulla e non vorremmo un ritorno al passato. Ci piacerebbe conoscere dall’ATER chi è responsabile di quest’area e quale destino l’attende”. Purtroppo, ad oggi, il destino è caratterizzato da un evidente degrado. A metà strada tra una foresta ed una savana, il giardino ormai sembra più adatto all’ambientazione di un documentario naturalistico, che ad una funzione aggregativa. Nonostante i bouganvilles, le sedie, i tavoli, l’illuminazione e gli alberi da frutto, l’abbandono è evidente. E disarmante.

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