Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Garbatella Garbatella / Via Francesco Passino

Garbatella, c'era una volta il mercato fantasma: "Per il catasto non è mai esistito"

Il temporaneo spostamento del mercato da via Passino a via Santa Galla dura da quattordici anni. Pace (M5s): "I cittadini e gli operatori ci chiedono notizie sulla struttura. Noi abbiamo scoperto che non è neppure registrata al Catasto". Catarci (Sel): "Allora perchè non ci denunciano?"

Qual è il futuro del mercato di via Passino? La domanda, posta da molti cittadini, è lecita. Sono infatti trascorsi ben quattordici anni da quando i suoi operatori sono stati trasferiti. La sede originaria nel frattempo è stata ristrutturata. Non senza fatica, visto i continui rinvii e le tante polemiche che ne sono seguite. Ma gli operatori sono rimasti nella sede stradale di via Santa Galla, dimostrando che non c’è niente di più definitivo di una decisione che si dice provvisoria.

UNA RICOSTRUZIONE NECESSARIA -Gli operatori ma soprattutto i cittadini si stanno chiedendo quale sarà il destino del mercato di via Passino. Abbiamo quindi ripreso in mano le carte e ricostruito la sua storia – dichiara il Presidente del Municipio VIII  Paolo Pace – credo infatti che si debba partire dalla storia per capire come sono andate veramente  le cose. Allora ricordiamo che nel 2002, quando gli storici operatori del Mercato della Garbatella vengono spostati nella sede provvisoria di via di Santa Galla  viene fatta una promessa. E cioè viene detto che questo trasferimento durerà solo 18 mesi”. Ma la storia di quello spostamento, come si vedrà, è puntellata di sorprese e  ritardi. “I mesi sono già 48 quando il 12 aprile del 2006 l’impresa Cos.ed.it s.r.l. si aggiudica la gara da quasi un milione e mezzo di Euro, e il 29 settembre viene consegnato ufficialmente il cantiere che però - sottolinea Pace - chiude solo tre mesi dopo”.  Il problema ravvisato nel dicembre del 2006, non è di poco conto  "Si scoprì che non bastavano i lavori preventivati. Infatti - prosegue il Minisindaco - era necessario adeguare l’edificio alle norme antisismiche vigenti della Regione Lazio. Cinque anni e tre perizie di variante dopo, con una spesa raddoppiata, arriva l’Atto Unico di Collaudo redatto e firmato il 16 dicembre 2011 che chiude ufficialmente i lavori". C'è però un problema, che negli anni a seguire diventerà un macino: l'atto del collaudo avviene "senza che sia stata certificata la conformità della struttura alla normativa in materia di sicurezza e prevenzione incendi".

I COLLAUDI ED IL CATASTO - Il resto è storia recente.  Nell'aprile del 2013,  nasce il Farmer’s market, ma  "l’11 novembre di quest’anno,  la Direttrice del Dipartimento Sviluppo Economico Attività Produttive e Agricoltura del Comune di Roma – ricorda Paolo Pace – ne decreta la chiusura per ragioni di sicurezza connesse alla prevenzione incendi”.  La decisione, non costituisce certo l’unica sorpresa, in una vicenda fitta di mistero. “Dopo l’inizio del lavoro di questa nuova amministrazione, si è scoperto che non esistono tracce di pareri o collaudi della ASL e dei Vigili del Fuoco, che non esistono tracce delle perizie e delle relative documentazioni fotografiche presso l’Ufficio del Patrimonio e, sorpresa massima, – sottolinea il Minisindaco Pace – si è scoperto che l’intero edificio per l’Ufficio del Catasto non esiste”.

LA REPLICA - "La storia che ha portato alla quasi estinzione degli storici operatori del Mercato della Garbatella che - ricorda Pace - ancora si trovano oggi nella sede di via di Santa Galla" è stata contestata dall'opposizione. "Se manca una registrazione al patrimonio o al catasto la si produca, d'altronde non è raro che succeda per edifici pubblici di tanti anni fa visto che prima non era obbligatoria - osserva il Consigliere municipale Andrea Catarci -  A questi fenomeni pentastellati chiediamo di essere conseguenti: denunciate tutti i Sindaci di Roma e i Dirigenti apicali che dal secondo dopoguerra ad oggi hanno violato impunemente la legalità, costruendo e ristrutturando il Mercato. E denunciate anche noi – conclude Andrea Catarci – perché ci siamo sempre battuti, e continueremo a farlo, per la riapertura della struttura, per incrementare le attività al suo interno e per riacquisirne il pieno valore sociale”.

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