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Primarie VIII Municipio (ex XI): intervista ad Andrea Catarci (SEL)

Il Presidente in carica, dopo la cancellazione delle primarie municipali, rimasto l'unico esponente di centrosinistra per l'elezione del minisindaco, spiega le ragioni della propria candidatura

Andrea Catarci, già Presidente del Municipio VIII (ex XI), rimasto l’unico candidato di centrosinistra per la carica di minisindaco, racconta a Roma Today le motivazioni che l’hanno spinto a proseguire. Tra comitati, associazioni e quella comunità allargata che da sempre caratterizza un territorio,  sensibile alle istanze di partecipazione popolare, Catarci rilancia la sua candidatura,  “per passare dalla resistenza al progetto”.

Dopo un mandato e mezzo, tanta esperienza  ed iniziative accumulate nel territorio, ha scelto di ricandidarsi. Inizialmente anche incontrando delle resistenze, in seno al centro sinistra. Perchè ha deciso di andare “Avanti veloce”?
La scelta  di ricandidarmi è  frutto di un ragionamento collettivo che non ha riguardato solo i partiti del centrosinistra che, come hai ricordato, inizialmente avevano fatto registrare qualche dissonanza poi rientrata.  Ad  oggi questo è l’unico municipio in cui di sicuro non si faranno le primarie, perché c’è uno schieramento già unitario, anche e soprattutto per le tante esperienze fatte nel territorio, dalle tante emergenze sociali, dal  CTO ai problemi della casa, da via Pincherle a Enpaia, che mi hanno sollecitato a continuare. Ed io, essendo parte di questa comunità territoriale, mi sono sentito di provare a proseguire nel  lavoro intrapreso. E’ dunque il frutto di ragionamento fatto insieme ad una comunità allargata, dove trovano posto l’associazionismo creativo, le esperienze dirette, i comitati di scopo , i partiti del centrosinistra ed ovviamente il mio, Sinistra Ecologia e Libertà. In più il voler passare dalla resistenza alla progettualità, dopo 5 anni atipici  con il peggior Sindaco che Roma abbia mai conosciuto, con una dabbenaggine amministrativa che ha causato scandali di natura penale ed il completo empasse della stessa macchina amministrativa. Un sindaco rancoroso verso i municipi di centro sinistra, che ha trasportato il suo rancore sul piano sociale, cosa che aveva già fatto, perché aveva vinto cavalcando il tema della sicurezza, disseminando zizzania e odio verso i più deboli. Questo sentimento lo ha trasportato  anche in politica, in particolare verso la nostra  esperienza che dal primo giorno ha fatto, coerentemente, una battaglia politica contro la sua impostazione. Un sindaco che ha reso l’urbanistica una parola vuota. Che ha blindato progetti verso questo o quel gruppo imprenditoriale; nel mezzo di una spaventosa crisi economica, non è riuscito a fare uno straccio di piano del lavoro e di sostegno allo sviluppo, ha mortificato la cultura e la storia di Roma. Ecco, questi sono stati 5 anni di resistenza,  ed è arrivato il momento di  passare, appunto, dalla resistenza al progetto.

Ci indica tre problemi che caratterizzano, in particolare, questo Municipio?
Su tutte metto la questione abitativa, che è seria in tutta Roma, ma nel territorio ha un’aggravante: la situazione legata agli ex enti previdenziali, da Enasarco a Enpaia, che ha causato ulteriori difficoltà in una situazione già non semplice. Poi metto la cattiva gestione delle trasformazioni urbanistiche presenti nel territorio, che spesso si sono trasformate in speculazioni. Non in tutti i casi, ma in alcuni sì, come ad esempio per la riqualificazione dell'ex Fiera di Roma o di Valco San Paolo, per fare solo due esempi.  In terzo luogo, voglio segnalare un altro problema: la mortificazione della partecipazione dei cittadini. Il protagonismo dal basso, in questo momento, doveva essere incoraggiato  ed innaffiato come una pianticella, mentre Alemanno l’ha cancellato dal lessico e dalle pratiche, quando in realtà nel nostro municipio, che è quello del bilancio partecipativo, delle tante associazioni e comitati, è molto sentito . Bisogna riprendere ad incoraggiare la partecipazione nei municipi, per confrontarsi e ragionare sui contratti di servizio in essere con Atac, Ama e Acea.

Le primarie del centrosinistra, se nel suo Municipio non riguarderanno la scelta del Presidente, si svolgeranno comunque per selezionare il candidato sindaco della coalizione. Lei chi appoggia e perché lo appoggia alle primarie cittadine?
Io sostengo Ignazio Marino perché ritengo che sia una candidatura importante, che a sinistra possa garantire, sul piano strategico, le scelte del Municipio XI, che è quello dei diritti civili . E’ una personalità politica di primo livello, che non rientra nei giochi di potere capitolini, e  penso che questo sia un bene per la città di Roma: mantenere una certa distanza ed autonomia dai poteri forti, una cosa che Ignazio Marino può garantire.

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