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Elezioni Municipio VIII (ex XI): Intervista ad Amedeo Ciaccheri, candidato indipendente di SEL

Amedeo Ciaccheri, attivista del CSOA La Strada, si è candidato come indipendente nelle liste di SEL per le prossime elezioni municipali

La campagna elettorale entra nel vivo. Dopo essersi confrontati i candidati presidente in quasi tutti i municipi di Roma Capitale, ad eccezione dell’VIII e del IX (dove tuttavia si sono svolte le primarie delle idee) siamo arrivati a poco più di un mese dalle elezioni. La candidatura di Ignazio Marino, nel Municipio governato da Andrea Catarci, è sostenuta da SEL, dal PD  e da tutte quelle forze, IDV esclusa, che facevano parte della lista Roma Bene Comune. SEL, a sua volta, ha incassato la fiducia di alcuni fortini storici della sinistra, tra i quali il Centro Sociale La Strada di cui, Amedeo Ciaccheri,  rappresenta un noto e rispettato attivista.

La tua storia è legata al CSOA La Strada, una realtà molto radicata nel territorio della Garbatella, ma anche, più in generale, a quello dell’ex Municipio XI. A tal proposito, ci indichi tre problemi che  caratterizzano questo territorio?
Nonostante la vivacità di quartieri come la Garbatella, va sicuramente segnalato il problema  della distribuzione  degli spazi dedicati alla cultura, uno dei filoni più importanti che stiamo affrontando con la nostra campagna. Vorremmo riaprire la questione delle biblioteche che,  in questo municipio, nonostante la presenza di un grande ateneo come Roma Tre , sono praticamente assenti, dal momento che c’è un unico spazio bibliotecario comunale, su via Ostiense, aperto al pubblico. Ma si tratta di un locale ricavato dentro al Caffè Letterario, e dunque parliamo di un ibrido ottenuto dal Municipio per sopperire alla mancanza di una biblioteca, venuta meno a causa dei lavori agli ex Mercati Generali. Un altro grande tema, sentito dal CSOA La Strada,  è relativo al disegno urbano che sta assumendo questo municipio, con i citati ex Mercati Generali che diventeranno un grosso contenitore commerciale, ridefinendo in maniera drammatica quel quadrante. Un terzo tema è relativo alla disponibilità di luoghi per favorire l’aggregazione. C’è un problema, come anticipavo, di distribuzione delle risorse, con quartieri come Garbatella, Ostiense ed in parte San Paolo dove c’è una grande vivacità culturale, e zone invece come Tor Marancia e Roma 70, particolarmente quest’ultima, in cui sono presenti singole realtà che fanno attività culturale e giovanile, ma si contano sulle dita di una mano.

Tutta Roma, come anche questo Municipio, ha recentemente vissuto un’ondata di occupazioni. Che valutazione ne dai e  che genere di risposta ti aspetti dall’amministrazione centrale?
Le occupazioni dentro a questa città hanno  storicamente  agito un ruolo importantissimo nel costruire dal basso una risposta al problema dell’emergenza abitativa. Lo TSUNAMI ha segnalato, per l’ennesima volta, un problema che in questa città è macroscopico, perché dieci occupazioni hanno mobilitato migliaia di famiglie, mosse dall’esigenza di vedersi riconosciuto il diritto ad usufruire di uno spazio abitativo. Si tratta di questioni che purtroppo, in questi 5 anni, non hanno trovato alcuna risposta e che diventano ogni giorno più stringenti. In questo municipio ci sono stati due interventi importanti durante lo TSUNAMI tour, due occupazioni che in questo momento vivono una situazione di minaccia di sgombero ma nonostante ciò stanno costruendo una serie di attività per aprirsi al territorio. Dopodichè il municipio XI può vantare la capacità di avere al suo interno, alcune occupazioni storiche, come al porto fluviale, e come anche le casette sotto la Regione lazio. Occupazioni che nel territorio resistono da tanti anni e che sono diventate un punto di riferimento anche per il quartiere che gli si trova intorno, creando momenti di aggregazione culturale, creando spazi giovanili al loto interno, fornendo risposte sfaccettate anche sl piano sociale.

La Strada è uno dei centri sociali più vecchi di Roma. Mi dici alcune iniziative de La Strada rivolte al territorio, per spiegarlo a chi, per pregiudizio o per altre ragioni, non ha mai messo piede in questo Centro Sociale?
La Strada riesce ad essere, a 18 anni di distanza dalla sua nascita, in continua evoluzione. Muta insieme alla realtà circostante. La Garbatella è cambiata moltissimo in questi anni e La Strada, come altre realtà territoriali, ha cercato di interpretare questo mutamento ed i bisogni che ne derivano. La Strada è sicuramente uno spazio culturale dove si realizzano e portano avanti moltissime iniziative gratuite o a prezzi popolari. E poi abbiamo sperimentazioni del tutto nuove, che sono partite all’interno di questo centro sociale, ma che non fanno riferimento solo agli attivisti, ai militanti, ma che hanno raccolto attorno a se l’attivismo di tanti ragazzi giovani del quartiere e del territorio, come la scuola popolare Piero Bruno, dove ci troviamo in questo momento. Un’attività che da 5 anni lavora sul tema del diritto allo studio, per arginare la dispersione scolastica, e accoglie centinaia di bambini ogni anno che non trovano risposte all’interno della scuola pubblica gli  spazi necessari per garantire un efficace diritto allo studio. Poi ci sono realtà come quella di CORE che non è un giornale espressione del CSOA ma che al suo interno ha trovato spazio per la sua redazione, e che raccoglie tante energie nel territorio per arrivare a creare, da quattro anni a questa parte, un esperimento di giornalismo sociale sul territorio. Alla Strada è attiva anche una ciclofficina che non è solo delegata all’assistenza ai ciclisti, poiché è divenuto uno spazio di ragionamento sulla cicliabilità abbastanza importante. Qualche settimana fa nei locali dell’Urban Center, la ciclofficina è stata promotore di un convegno sulla mobilità molto grande e  partecipato che ha interagito con i problemi di tutta quanta la città di Roma.

Se fossi eletto come consigliere quale sarebbe la prima mozione?
Io penso che il problema della trasparenza  degli atti pubblici e delle sedute consigliari è un tema su cui aggredire subito anche le istituzioni territoriali. Per cui vorrei  arrivare immediatamente alla più completa pubblicità e trasparenza delle stesse ed in generale comincerei a lavorare subito sul tema della nuova definizione della partecipazione politica. In questo municipio c’è stato per tanti anni uno strumento innovativo, importante e sperimentale, che è stato il bilancio partecipativo municipale. Penso che il tema della partecipazione attiva della cittadinanza, anche nelle istituzioni di prossimità, negli ultimi mesi è diventato un tema d’attualità politica importante. Ripartirei quindi provando a ricostruire, insieme al Consiglio Municipale, uno strumento che riapra il tema della partecipazione cittadina alle scelte politiche e di bilancio del territorio. Ed insieme a questo parteciperò e verrà costruito nelle prossime settimane un convegno promosso dalla rivista LOOP sul tema della partecipazione e sui vari modelli , che sicuramente sarà uno strumento in più per ricominciare a lavorare su un tema di stretta attualità.

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