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18 febbraio 1920 - 18 febbraio 2012: buon compleanno Garbatella

Dall'idea di un canale per un porto commerciale ai tipici lotti, passando per gli alberghi degli sfollati del centro città e i set cinematografici dell'era moderna: uno dei quartieri più caratteristici della Capitale compie 92 anni

In piazza Benedetto Brin, il 18 febbraio 1920, il re Vittorio Emanuele III posò la prima pietra di uno dei quartieri più belli di Roma. L'iscrizione che sancisce la nascita della Garbatella recita: "Per la mano augusta di S.M. il Re Vittorio Emanuele III l'Ente autonomo per lo sviluppo marittimo e industriale e l'Istituto delle case popolari di Roma con la collaborazione delle cooperative di lavoro ad offrire quieta e sana stanza agli artefici del rinascimento economico della capitale. Questo aprico quartiere fondano oggi. XVIII Febbraio MCMXX". Garbatella, nata come quartiere operaio sul modello delle città-giardino anglosassoni e diventata un fiore all'occhiello dell'urbanistica e dell'architettura capitolina, compie 92 anni il 18 febbraio 2012.

UN CANALE NAVIGABILE, POI I LOTTI - Paolo Orlando, urbanista, aveva in mente di scavare, nei primi anni '20, un canale navigabile che avrebbe congiunto la città di Roma con il lido di Ostia, con la creazione di un vero e proprio porto fluviale-commerciale nei pressi della Basilica di San Paolo fuori le mura. Il progetto non andò mai "in porto", ma da quell'idea si diede inizio alla costruzione di questo "aprico quartiere" (vale a dire aperto, soleggiato). Ed ecco quindi i lotti popolari degli operai, con i cortili e i giardini per la sussistenza e il benessere dei lavoratori, fino ad arrivare all'urbanizzazione del periodo fascista, intorno agli anni Trenta, con la costruzione degli alberghi suburbani che dovevano ospitare "temporaneamente" le famiglie sfollate dalla zona centrale di Spina di Borgo (distrutta nel 1936 per costruire via della Conciliazione). Anche il Mahatma Gandhi volle visitarli nel 1931.

GARBATELLA NELLA SECONDA META' DEL '900 - Quartiere "rosso" per antonomasia, dopo l'appoggio dato alla Resistenza partigiana negli anni del secondo dopoguerra, Garbatella diviene l'ambientazione prediletta per il cinema e la letteratura: tutti ne riconoscono gli scorci suggestivi avendo guardato "I Cesaroni" in tv, oppure "Caro diario" e "Bianca" di Nanni Moretti, ma qui anche Pasolini ambientò, in parte, il suo romanzo "Una vita violenta". Fervido polo culturale - qui hanno sede l'Università Roma Tre, e poi tante chiese di valore e teatri - Garbatella custodisce uno dei più antichi documenti della lingua italiana: un graffito scritto nel IX secolo da un sacerdote su un affresco nelle catacombe di Commodilla, in via delle Sette Chiese. "Non dicere ille secrita a bboce" ("Non pronunciare le orazioni segrete a voce alta"), si legge sull'iscrizione non abbastanza conosciuta per quanto meriterebbe. Una splendida novantaduenne, buon compleanno Garbatella. Qui il link con tutti gli eventi in programma.

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