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Gestione aree verdi, nel Municipio VIII si apre ai privati: ma niente sponsorizzazioni

Non potranno avere un ritorno economico diretto nè tantomeno beneficiare di un cartello pubblicitario. Ecco cosa devono fare cittadini, associazioni e società privati per ottenere l'adozione di un'area verde

Nel giorno in cui il Consiglio di Stato ha sospeso gli effetti della determina che imbrigliava i volontari, la Giunta Capitolina ha licenziato le nuove linee guida per la gestione del verde. Si tratta di un vademecum che sarà testato sull' VIII  Municipio. Non si tratta di un territorio qualsiasi. E' quello infatti il municipio, ancora commissariato dalla Sindaca,  da cui i comitati cittadini hanno fatto partire il ricorso amministrativo.

Alla ricerca di mecenati

Nelle nuove linee guida in materia di "adozione delle aree verdi", la squadra di governo capitolina ha fissato quali sono le condizioni d per ottenere, appunto, l'affidamento di un'area verde comunale. In primo luogo i privati interessati, associazioni comprese, dovranno avere finalità dichiaratamente no profit. Per essere ancora più chiari, la Giunta Raggi ha deciso di "non prevedere  alcun vantaggio economico per il soggetto adottante" neppure come mero rimborso spese. Non è previsto un ritorno economico diretto ma "neppure è consentita la realizzazione di qualisiasi forma  di pubblicità mediante l'apposizione di cartellonistica".

Addio vecchie sponsorizzazioni

L'unica visibilità che l'adottante può avere, sarà  in una sezione dedicata del Municipio VIII ed eventualmente in un cartellone " recante l’apposito logo istituzionale dell'Ente e contenente le indicazioni operative afferenti l’adozione dell’area tra le quali – e in questo consiste la visibilità – la denominazione dell’adottante".

Cosa implica adottare un'area verde

Cosa dovranno fare i soggetti privati, associazioni incluse, che vogliono adottare un'area verde? I compiti sono quelli cui, solitamente, si sono dedicati i volontari del Municipio VIII. In altre parole, come prevede la delibera,  il soggetto adottante dovrà curare il verde orizzonale, la pulizia ed eventualmente gestirne la custodia. Niente manutenzione delle eventuali alberature presenti, che restano esclusivamente di materia del Servizio Giardini. Sarà anche possibile, ma solo previa autorizzazione del Municipio, dotare, integrare o semplicemente migliorare gli arredi presenti nell'area verde.

Da Beni Comuni a Beni del Comune

La delibera non ha convinto i volontari del Comitato Giovannipoli. Si tratta dell'associazione che ha presentato il ricorso recentemente accolto dal Consiglio di Stato. "Abbiamo più volte sottolineato che l'adozione di un'area verde debba fondarsi su un patto tra cittadini e amministrazione, patto che preveda necessariamente doveri e diritti reciproci" scrivono commentando la delibera sulle linee guida. "Quello che si propone non è un patto ma un contratto dove il Comune è il cliente e i Volontari sono i fornitori. Più che di 'Beni Comuni' verrebbe lecito parlare di 'Beni del Comune' ". 

Il mancato confronto

La critica rivolta all'amministrazione cittadina è anche nel metodo "Siamo venuti a conoscenza di questa delibera dalla stampa" obietta il comitato, che è anche promotore di una delibera di partecipazione popolare sui beni comuni. In questo caso però, viene lamentata proprio l'assenza di confronto tra amministrazione e volontari.  "Non c'è stato alcun processo consultativo o informativo che abbia provato ad ascolatre i cittadini". Le perplessità attengono anche l'ambito d'applicazione delle linee guida ."Non capiamo perchè tale delibera si applichi solo al Municipio VIII – osservano dal Comitato – la situazione di emergenza è diffusa sull'intero territorio". D'altra parte l'obiettivo è quello di creare "un progetto sperimentale" vale l'obiezione precedente: "Un progetto pilota è tale se prevede l'ascolto e la partecipazione attiva dei cittadini e delle numerose Associazioni che nel Municipio si occupano attualmente di manutenzione del verde". In definitiva le linee guida che la Giunta Raggi ha intenzione di sviluppare, rischiano di partire con il piede sbagliato. "Da un'Amministrazione come quella di Roma ci aspettiamo ben altro "obietta il combattivo Comitato della Garbatella. La bocciatura non poteva essere più netta. 

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