Garbatella Garbatella / Via Ostiense

Ex Mercati Generali: non si conoscono i tempi di consegna

Incerta la data relativa alla fine dei lavori di riqualificazione nell'area degli ex Mercati Generali. Nel frattempo, la "città dei giovani" perde un teatro, ma guadagna sulla manutenzione delle strade limitrofe

Ancora non è dato sapere quando saranno terminati i lavori nel cantiere aperto all’interno  degli ex Mercati Generali.

LA DELIBERA E LA VARIANTE - Abbiamo dato conto, nella scorsa primavera, della variante introdotta rispetto al progetto originario che, attraverso una delibera comunale, la n. 68 del 2012, comportava l’eliminazione di alcune cubature dedicate alla cultura, ed in particolare un teatro da 2400 posti, in favore di quelle adibite ai servizi. Nell’ambito delle varianti introdotte, però, all’operatore, la R.T.I. di cui la Lamaro appalti SPA risulta la capofila, sono stati richiesti degli oneri concessori, finalizzati alla sistemazione di via Negri e via Ostiense  nel tratto antistante la concessione, oltre ai collegamenti in entrata ed in uscita dagli ex mercati generali, per migliorare la viabilità dell’area.

UNA VALUTAZIONE POSITIVA - “Nel complesso il progetto è buono – ha commentato, nel corso di una recente intervista, il Presidente del Municipio Andrea Catarci - Però la Giunta Alemanno è riuscito a peggiorarlo eliminando un  anfiteatro di 2400 posti ed al suo posto, per dare più risorse all’operatore, gli ha dato la possibilità di fare degli uffici, un direzionale, in cambio della realizzazione di alcuni interventi sulle strade intorno al perimetro dell’area di intervento” Interventi che abbiamo descritto.

GLI UFFICI E LA CULTURA - “Si peggiora la qualità dell’intervento – sottolinea Catarci -  perché c’è parecchio meno cultura e più uffici. Relativamente al teatro da 2400 posti, se non c’era l’intenzione di promuoverlo, e di fare un grande battage pubblicitario per pubblicizzarlo come il secondo auditorium di Roma, visto che si trova anche dall’altra parte della città rispetto a quello che si trova al Flaminio, sarebbe stato anche eccessivo. Con  2400 posti difficilmente si riempie e si gestisce economicamente. Ma un conto era fare una trasformazione, magari facendo un teatro più piccolo, e poi realizzando realtà polivalenti, spazi associativi, altre cose all’insegna della cultura, e un conto è monetizzarlo, cancellandolo del tutto”.

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