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Cantieri fermi e ferita aperta: gli ex Mercati Generali restano "senza Pace"

Botta e risposta tra i principali portavoce M5s all’Assemblea capitolina e l’ex minisindaco grillino Pace. Il terreno della contesa resta quello degli ex Mercati Generali

Berdini si è dimesso a metà febbraio. Sono passati sei mesi. Da allora, la delibera che doveva portare alla trasformazione degli ex mercati Genarali, non è ancora stata firmata. Il Campidoglio sembra intenzionato a prendere tempo. Forse per ottenere qualche opera di compensazione dal costruttore. Nel cantiere fermo, regna un clima d'incertezza, ma intorno, gli animi fremono. Quello è stato il terreno dello scontro finale. L'agone politico su cui si è consumata l'esperienza penstastellata di Paolo Pace. E' lì che si è giocata la partita contro i talebani. Ed è lì che, ogni volta si ritorna, in un clima da infinita resa dei conti.

Anche oggi, in un'intervista rilasciata il Tempo, Paolo Pace va all'attacco ribadendo come ai suoi danni sia stata ordita una "congiura" da parte dell'ala lombardiana. Congiura costruita soprattutto sulla vicenda dei Mercati Generali, dove i cosiddetti talebani hanno alzato un muro che di fatto da un lato tiene bloccata l'opera e dall'altra ha lasciato il municipio senza una guida.

Nessuna presunta congiura

“Le accuse di Paolo Pace su una presunta congiura perpetrata ai suoi danni circa la riqualificazione degli Ex Mercati Generali sono ridicole e prive di qualunque fondamento”. A dirlo è Paolo Ferrara, il capogruppo pentastellato in Campidoglio. “L’unica verità è che Pace non è riuscito a tenere fede al mandato che gli era stato affidato, dimostrandosi del tutto incapace di assolvere ai propri compiti in maniera adeguata e favorendo l’insorgenza di malumori diffusi all’interno del gruppo consiliare di maggioranza”. La sfida con i cosiddetti talebani si è risolta in un pareggio. Non ha vinto nessuno. Falliti i tentativi di mediazione dello stesso Ferrara si è reso protagonista. Pace si è dimesso. Ed "il Municipio senza Pace" continua ad esacerbare gli animi.

L'invito di Marcello De Vito

 “Credo che Paolo Pace dovrebbe riflettere sui suoi errori, piuttosto che inventarsi inesistenti capri espiatori e responsabilità, tipica modalità di colui che non sa riconoscere il proprio fallimento politico” valuta Marcello De Vito. Il presidente dell'Assemblea capitolina se la prende con le dichiarazioni rilasciate dal Minisindaco al quotidiano Il Tempo. Parla di una "congiura dell'ala lombardiana" di cui avrebbero fatto parte lo stesso De Vito, che però nega e fa sapere di valutare gli estremi per un'azione legale.

L'autocritica e la firma sulla delibera

Capogruppo e presidente dell'Aula Giulio Cesare, condividono dunque il giudizio sull'ex Minisindaco, chiamato a riflettere sui propri errori. “Io sono anche pronto a raccogliere l’invito, a fare autocritica – replica Paolo Pace, raggiunto telefonicamente – a condizione che loro facciano altrettanto sui relativi errori. Per quanto riguarda gli ex Mercati Generali, la firma alla delibera che doveva dare avvio ai lavori era prevista per fine luglio. E’ passato un mese e ancora non si è saputo nulla – sottolinea Pace, ora passato a Fratelli d’Italia –  Eppure la Raggi sa a cosa si va incontro. Mi riferisco al parere chiesto all’avvocatura capitolina. Tra danno erariale e penali varie, il conto rischia di essere molto salato, parliamo di centinaia di milioni di euro. Poi però chi paga? Per questo consiglio al Campidoglio di mettersi al lavoro, perché dobbiamo evitare d’ipotecare il futuro dei romani ”. Nel presente intanto, al di là delle contrapposizioni posizioni politiche, si naviga a vista.

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