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Ex Mercati Generali, via libera per l'acquisizione di nuove aree: ma il cantiere è sempre fermo

Nelle commissione capitoline è stata approvata la richiesta di acquisizione di alcune particelle catastali. Sono attualmente di Atac e sono necessarie a realizzare le opere di viabilità legati al progetto degli ex Mercati Generali

Il Campidoglio riaccende i riflettori sugli ex Mercati Generali. Ma solo per l’acquisizione di alcune particelle catastali. Poca cosa, dell’ordine di qualche centinaio di metri. Un’area, di proprietà di Atac, che deve passare al patrimonio capitolino.

La novità

L’acquisizione delle nuove superfici, situata in prossimità del ponte Settimia Spizzichino, si è resa necessaria in una fase avanzata della progettazione. “E’ un affinamento” ha spiegato “nato a seguito dell’inserimento dei raggi di curvature di alcune strade che, ai precedenti livelli di scala, non era stato possibile calcolare” ha spiegato il dirigente del Simu ai consiglieri delle commissioni Mobilità e Lavori Pubblici che si sono interessati della questione.

I segnali di vita

Il passaggio di proprietà, che avverrà a titolo gratuito, è necessario per procedere alle opere di viabilità che sono già approvate e che fanno parte del programma urbanistico Ex Mercati Generali. Un progetto che nel corso di quasi due decadi ha conosciuto notevoli cambiamenti. L’ultimo risale al 2017 in occasione del quale la Sindaca, annunciando l’approvazione di una nuova variante, aveva dichiarato “quindici anni dopo ridiamo vita ad un pezzo di città”. I cantieri però non sono mai partiti. E l’unico segnale di vita, se si escludono le estemporanee occupazioni ed i successivi sgomberi eseguiti dalle forze dell’ordine, sono le ultime commissioni capitoline. Convocate per definire il passaggio di queste nuove piccole aree.

Le trasformazioni

Nel corso di quasi due decadi, il proposito di rilanciare l’area  compresa  tra via Negri, via Benzoni e via Ostiense, ha conosciuto numerosi ripensamenti. Archiviato il proposito di farne la “Città dei giovani” che l’archistar Rem Koolhaas aveva previsto, nel 2005, l’amministrazione si è posta il problema di attualizzare il progetto di trasformazione urbanistica. Con la delibera di giunta 68/2012, l'amministrazione Alemanno aveva approvato il taglio del teatro da 2400 posti che lì era previsto. Progressivamente le cubature destinate alle attività socio culturali si sono ridotte e le varie modifiche non hanno contribuito alla ripresa dei cantieri.

Una riqualificazione divisiva

Visioni contrastanti, sia a livello capitolino che municipale, hanno provocato dure contrapposizioni. Anche all’interno della maggioranza pentastellata. Nel 2017 la giunta Raggi ha comunicato l’ennesima variante, arrivata dopo quelle che erano state approvate dalle amministrazioni precedenti. La nuova versione, che ha introdotto una galleria pubblica all’interno dell’area, è stata annunciata  dal Campidoglio. A quell'annuncio non sono seguiti significativi "segnali di vita" che, le dichiarazioni enfatiche e gli annunci puntualmente disattesi della Giunta, avevano lasciato sperare.
 

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