Martedì, 16 Luglio 2024
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Ex Fiera di Roma: in arrivo una colata di cemento

Il Piano Casa permetterà di realizzare nuove cubature per residenze di lusso nell'area dove sorge l'ex Fiera di Roma.Catarci: "Ignorata l'idea progettuale di cittadini ed associazioni territoriali"

Nessuna variante al Piano Regolatore Generale, come in un primo momento era stato ventilato, permetterà di realizzare nuove cubature residenziali all’interno dell’ex Fiera di Roma.

IL PIANO REGOLATORE - E dunque addio anche all’idea di provare ad impedirlo, attraverso il fuoco incrociato dell’opposizione capitolina e di qualche franco tiratore. La chiave di volta è stata infatti trovata in seno ad un altro dispositivo, il Piano Casa approvato in Regione Lazio. Ed il risultato è presto detto: una speculazione urbanistica, in una zona di pregio della città, di gran lunga superiore rispetto a quanto preventivato.

IL PIANO CASA  - “All’ex Fiera il Sindaco Alemanno e l’Assessore Corsini intendono sostituire i vecchi padiglioni con una colata di cemento di quasi 300.000 metri cubi complessivi. Per fare in fretta rifuggono dal confronto e optano per le procedure ‘eversive’ offerte dal Piano Casa, in luogo dell’annunciata variante al Piano Regolatore di cui si parlava nella delibera approvata dalla Giunta – ha dichiarato in giornata Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI -  Se indubbi sono i vantaggi per Investimenti spa, la società proprietaria che ha come principali soci la Camera di Commercio, Roma Capitale e la Regione Lazio, altrettanto certe sono le conseguenze funeste per la collettività”.

COMPROMESSA LA MOBILITA' - Sono diverse le ragioni per cui, al Presidente Catarci, non piace il modo in cui si sta pensando  di “riqualificare l’area”.  In primo luogo, ricorda il minisindaco “procedere ad una cementificazione di tali proporzioni rischia di far saltare definitivamente l’equilibrio della zona - già ampiamente compromesso da miopi scelte come quelle che hanno portato alla realizzazione dell’Accordo di Programma nella vicina Piazza dei Navigatori – e la funzionalità di un’arteria indispensabile per la mobilità cittadina come Viale Cristoforo Colombo”. Quindi, al primo posto, c’è un problema legato alla mobilità del quadrante.

L'HOUSING SOCIALE A FIUMICINO - “Secondo – procede Catarci -  costruire altre case in una città che ha tantissimi edifici invenduti ed inutilizzati non serve alla cittadinanza; poi prevederle ‘di pregio’ con gli attuali venti di crisi suona anche deridente e beffardo. Terzo, sacrificare il complesso per coprire una parte del buco accumulato dalla nuova Fiera è una scelta inefficace e di corto respiro, che non risolve i problemi economici del polo fieristico e priva definitivamente la città di un’area di grande valore strategico. Quarto, prevedere di realizzare l’housing sociale sui terreni di Investimenti spa, intorno all’autostrada Roma-Fiumicino, suona come un’autentica presa in giro, se è vero che gli stessi vertici della Fiera hanno più volte denunciato il lento ‘inabissamento’ dei padiglioni e l’instabilità dell’intero quadrante”.

IGNORATA LA PARTECIPAZIONE - Ma c’è dell’altro. Sulla riqualificazione dell’ex Fiera, si erano espressi anche cittadini e comitati, durante il processo partecipativo previsto nello statuto di Roma Capitale. “Non bastava averla dimenticata per oltre tre anni; averla adibita spesso e volentieri, anche recentemente, a deposito per le emergenze sociali cittadine; aver apparecchiato un lauto banchetto per quasi 300.000 metri cubi; aver ignorato completamente l’idea progettuale elaborata dal Municipio XI insieme ad Associazioni e Comitati locali, dove si propone un tetto massimo di 120.000 metri cubi e un cambiamento delle funzioni previste, privilegiando il direzionale pubblico – ricorda il minisindaco -  Ora la Giunta Alemanno  termina i maltrattamenti pluriennali con il regalo finale ad interessi tanto forti quanto particolari”.

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