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Garbatella: casa e reddito, i movimenti bussano alla Regione Lazio

E’ prevista per venerdì 29 una manifestazione che si concluderà sotto la Regione Lazio. Movimenti per l’abitare: “Le tante promesse del sindaco Marino sembrano già svanite nel nulla”

Non ci stanno i tanti cittadini che si riconoscono nei movimenti per l’abitare, all’immobilismo delle istituzioni locali. Mentre il fuoco incrociato dell’opposizione, mette a repentaglio la tenuta di Roma Capitale, la Regione sembra non fornire le necessarie risposte a quanti vivono il problema della casa sulla propria pelle. E questa assenza d'interlocuzione, sembra alimentare l'ascesa di alcuni movimenti collettivi.

IL BILANCIO CAPITOLINO - “Entro il 30 novembre il comune di Roma deve approvare il bilancio e il dibattito in aula non è tra i più tranquilli, quindi anche i provvedimenti riguardanti l'emergenza sfratti e più in generale la questione casa sono tutt'altro che in arrivo – leggiamo in un comunicato diffuso dai Movimenti per l’abitare -  Anche la delibera sulla dismissione del patrimonio di Roma Capitale non lascia grandi speranze, anzi apre un capitolo che mette a rischio patrimonio pubblico in cambio di niente, aprendo di fatto la strada a nuove possibili speculazioni. Le tante promesse elettorali del Sindaco Marino sembrano già svanite in una bolla di sapone. A Roma o si governa in nome dei poteri forti, oppure non si governa e non si danno risposte”.

LE PRIORITA' DELLA REGIONE - La manifestazione, che partiraà venerdì 29 novembre alle ore 14, terminerà davanti al palazzo da cui, tante risposte, non sembrano arrivare: la Regione Lazio.  “Zingaretti decide di vendere e lo fa approntando un provvedimento che non ha visto la benché minima consultazione pubblica e soprattutto definisce un orizzonte anche peggiore di quello proposto dalle decisioni di Nieri e compagni – leggiamo nel comunicato – Questo mentre si finanziano grandi opere inutili come la Roma – Latina. Inoltre la delibera che definiva il piano regionale sull'emergenza abitativa, strappata dalle mobilitazioni dei movimenti, continua a restare impantanata dentro meccanismi opachi che ne rallentano l'urgente approvazione. Nel frattempo, nell’incuranza delle istituzioni che chiacchierano e non vanno oltre l’approvazione di inutili ordini del giorno, gli sfratti vengono eseguiti con la forza pubblica, la precarietà alloggiativa si allarga a dismisura, come le occupazioni per necessità.

IL LIVELLO NAZIONALE - Ma la critica dei tanti cittadini che a vario titolo soffrono un disagio abitativo, tocca tutti i livelli istituzionali. “Le risposte sono deboli ed evanescenti a livello locale, mentre a livello nazionale all’assenza di una politica per la casa subentra direttamente il finanziamento alle banche ed il sostegno al mercato ed alla proprietà. Quindi si creano nuovi debitori e nuove emergenze e si cancella l'edilizia residenziale pubblica, con milioni di persone tagliate fuori dal mercato e condannate a trovare soluzioni di fortuna o a vivere in sovraffollamento.

L'ITER DELLA MANIFESTAZIONE - “Però sono migliaia le persone che si stanno organizzando e hanno deciso di lottare con i movimenti per il diritto all'abitare. Con questa forza abbiamo deciso di tornare in piazza con un corteo che intende segnalare e assediare sedi decisionali sia del Comune che della Regione. Partiremo dalla fermata della metro B Garbatella in via Pullino e come primo punto di contatto con l'amministrazione comunale troveremo l'assessorato al patrimonio di via della Moletta, poi su via di Capitan Bavastro l'ingaggio con l'assessorato regionale alla casa e infine dopo aver attraversato il quartiere popolare della Garbatella arriveremo alla sede della giunta regionale in via Cristoforo Colombo. Riteniamo fondamentale che Regione e Comune si muovano in sinergia”.

LE RICHIESTE - Sul piano delle richieste, i movimenti per l’abitare mostrano d’avere le idee chiare. “I provvedimenti urgenti che chiediamo sono: blocco generalizzato degli sfratti; stop alla vendita del patrimonio pubblico e riuso dello stesso, compreso quello demaniale e delle forze armate; difesa dell'inquilinato della regione, degli enti previdenziali privatizzati, delle casse, delle fondazioni e dei fondi; approvazione immediata della delibera regionale sull'emergenza abitativa.  Non c’è tempo per aspettare – conclude il comunicato – una sola grande opera: casa e reddito per tutti”.

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