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Emergenza nidi e materne. Previsti due giorni di caos

Avvisati con un solo giorno di anticipo, i municipi dovranno cercare di supplire all'assenza delle migliaia di insegnanti che tenteranno di accedere mercoledì 20 e giovedì 21, ai 300 posti messi a bando per le scuole d'infanzia

Registriamo una notizia buona ed una cattiva.

Trecento insegnanti precari stabilizzati. Cominciamo dalla prima. Mercoledì 20 e giovedì 21 migliaia di insegnanti precari, che operano nell’ambito di asili e materne presenti nel territorio comunale, proveranno a regolarizzare la propria posizione. Attraverso un concorso che mette a disposizione 300 posti da insegnante nella scuola dell’infanzia.

Due giorni di caos. La cattiva notizia, paradossalmente, parte dalla conclusione della buona. O per meglio dire, dalle difficoltà che, materne ed asili, inevitabilmente conosceranno nei prossimi due giorni. Inevitabilmente?  In effetti, qualche dubbio il Presidente del Municipio XI e l’Assessore alla Scuola Nicola Cefali, ce lo hanno fatto venire. Il motivo è presto spiegato.

Un giorno di preavviso. "La scorsa settimana il Municipio XI ha inviato al Sindaco e agli Assessori Competenti una nota sul disservizio che inevitabilmente si andrà a verificare nei giorni del 20 e 21 giugno, per la partecipazione in massa del personale educativo precario al concorso da 300 posti per insegnante di scuola dell’infanzia – fanno notare i due rappresentanti municipali, che prontamente aggiungono - Solo oggi il Dipartimento dei Servizi Educativi di Roma Capitale se ne accorge e cerca di correre ai ripari. Ma lo fa troppo tardi e male, facendo appello ai Municipi di predisporre le azioni necessarie ad evitare disagi, con una lettera beffa, ricevuta il 19 giugno- cioè, appunto, ad un giorno dal concorso - Ma come si può avvisare l’utenza di quello che accadrà il giorno dopo?” – si chiedono, con una domanda retorica, il minisindaco Andrea Catarci, e Assessore municipale alla Scuola Municipio Nicola Cefali.

Il ricorso sistematico all'emergenza. Un interrogativo che decisamente rimane in sospeso. Poiché, forse, aveva ragione l’ex Capo della Protezione Civile Guido Bertolaso quando sosteneva che “L’Italia è un paese in perenne emergenza”. Peccato poi che manchino gli strumenti per fronteggiare anche la normalità, come in questo caso.
 “E’ incredibile come la Giunta Alemanno inciampi sempre negli stessi errori – commentano Catarci e Cefali, in qualche modo confermando l’assenza di un minimo di pianificazione, a livello centrale - A pagarne le conseguenze saranno migliaia di famiglie romane – e non ne avevamo dubbi - che nei prossimi due giorni potrebbero ricevere un servizio ridotto o annullato per nidi e materne!”. Inevitabilmente, “quando si vive in emergenza, le regole di un sistema democratico vengono meno”. Parola di Guido Bertolaso. Ed allora forse, di evitabile, una cosa ci sarebbe: il continuo ricorrere all’emergenza.
 

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