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Garbatella Ardeatino / Via Primo Carnera

Montagnola: primi sfratti esecutivi da Settembre

La spada di Damocle della dismissione degli Enti ex Previdenziali, si fa sempre più minacciosa per migliaia di residenti tra Montagnola e Grottaperfetta. Mentre il Prefetto scrive ai Ministeri ed il Municipio XI chiede “subito una moratoria”

Da un municipio all’altro di Roma, sono migliaia le famiglie romane che si stanno trovando nella non facile situazione di dover fronteggiare un affitto cresciuto in maniera esponenziale. Oppure nell’altrettanto deprecabile  condizione di dover trovare le risorse per acquistare il proprio appartamento. Nell’uno e nell’altro stato, ci troviamo difronte ad una pletora di persone, dell’ordine di alcune decine di migliaia, che devono fronteggiare le dismiossioni degli Enti ex Previdenziali ed oramai Privati.

Nono giorno di digiuno. Da nove giorni  un presidio in piazza SS Apostoli, visitato da tanti politici a vari livelli istituzionali, sta coraggiosamente portando avanti una protesta pacifica. Realizzata attraverso un rigido digiuno cui, alcune decine di persone, si stanno sottoponendo. E’ la lotta degli inquilini dell’ENPAIA, piuttosto che dell’ENASARCO o della Cassa Geometri, solo per citare alcuni Enti privatizzati. Una battaglia combattuta con la disperata volontà di non rassegnarsi, di non sentirsi isolati, di trovare,nella sigla sindacale di base U.S.B., un attore istituzionale cui farsi rappresentare.

Le case degli Enti nel territorio. E’ la vicenda di tantissime persone, che popolano anche il territorio del Municipio Roma XI.
“Nel Municipio XI c’è tanta ENPAIA e tanto ENASARCO. La prima sta in via di Buonaiuto, in via Benedetto Croce, in via Primo Carnera, in via dei Georgofili,  insomma tra Montagnola e Grotta Perfetta ci sono vari gruppi di abitazioni con decine e decine di inquilini – fa notare Andrea Catarci Presidente del MunicipioXI -  L’ ENASARCO in tutta Roma ha quasi 17mila abitazioni, una parte anche nel Municipio Roma XI che tra l’altro, vicino Circonvallazione Ostiense, ne ospita la sede”.

I costi dell'avventurismo finanziario. Una moltitudine di persone e di storie, che è difficile anche riuscire a quantificare. Ma un dato risulta evidente “Le persone che si trovano lì,  stanno in case degli Enti ex Pubblici, che nel  2004 sono stati privatizzati e trasformati in Fondazioni. Questi Enti, che si chiamino ENPAIA, ENASARCO, ENPAM, Cassa ragionieri, Cassa geometri, hanno costruito,nella stragrande maggioranza dei casi, i loro patrimoni con fondi pubblici, e poi ad oggi, dopo avventure finanziarie disastrose, visto che  parecchi hanno investito anche  nella Lehman Brothers, adesso pensano di far quadrare le proprie casse facendo pagare agli inquililini i costi di avventure sconsiderate” commenta amareggiato Catarci.

Primi sfratti a settembre. A fronte di una situazione emergenziale che rischia il collasso “Noi intanto sosteniamo tutte le mobilitazioni difensive, e facciamo notare che alcuni sfratti esecutivi, già a settembre, rischiano di venire portati a termine, soprattutto in viale Primo Carnera. Pertanto  diciamo che la parola d’ordine generale è moratoria degli sfratti e degli aumenti d’affitto, e che per le dismissioni in genere si deve garantire il carattere trasparente ed accessibile. Diciamo subito che ci vuole un tavolo interistituzionale ed in questo stiamo affiancando le mobilitazioni che sono in corso con uno sciopero della fame davanti alla prefettura d Roma”.

Parole d'ordine. Moratoria e tavolo interistituzionale dunque. Ma anche una terza opzione, da affiancare alle precedenti due.
“Sappiamo per certo che in casi particolari il Prefetto può arrivare alla requisizione degli appartamenti. Per cui gli chiediamo di valutare anche quest’opportunità perché se è vero che non ci troviamo difronte ad una catastrofe naturale come il terremoto in Emilia, quel patrimonio è stato costruito in parte con fondi pubblici ed allora come si fa oggi, con appartamenti costruiti con i soldi della collettività,  a creare un problema  per la collettività?  Il Prefetto su questo è stato chiaro. Ha sempre detto di voler lavorare con il Governo, ha sempre detto che quello della casa era ‘il problema della città’. Stante tutte queste dichiarazioni che condividiamo – conclude l’intervista Andrea Catarci - gli chiedo di fare un passo in più. Arrivando ad una soluzione di emergenza, tale da consentire la requisizione  degli appartamenti di tutti gli Enti ex pubblici, che hanno un patrimonio e devono continuare a prendersi i loro affitti. Ma che tuttavia non possono e non devono sbattere le persone in mezzo ad una strada, amplificando un problema abitativo che, a Roma, è già enorme.

Buone nuove. Intanto delle buone notizie arrivano proprio dalla prefettura, nel corso di questo 9° giorno di sciopero della fame. Il Prefetto di Roma ha scritto una lettera, con un comportamente perfettamente lineare rispetto a quanto altre volte dichiarato, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, al Ministero del Lavoro, al Ministero dell’Interno. “Una lettera autorevole e fortemente attenta alle questioni sollevate dagli inquilini in sciopero della fame” si legge in un comunicato di AS.I.A. (associazione inquilini assegnatari) USB, il sindacato di base che sta seguendo, con grande partecipazione, la vicenda dei tanti romani coinvolti dalle dismissioni. Adesso la parola passa anche agli Enti Locali, chiamati a pronunciarsi, come i Ministeri ricordati, sulla possibilità di una moratoria e di un tavolo interistituzionale. Intanto prosegue lo sciopero della fame degli inquilini di Piazza SS Apostoli.
 

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