Garbatella San Paolo / Via Alessandro Severo

San Paolo in corteo: "Stop alla fiera della speculazione"

Partita dall'ex deposito Atac di San Paolo, passando vicino al PUP di Largo Da Vinci ed al CTO, la manifestazione è arrivata fin sotto l'ex Fiera di Roma

Erano oltre un migliaio le persone che oggi pomeriggio hanno sfilato per le strade di San Paolo per dire “Stop alla Fiera dalla Speculazione”. Al corteo, numeroso e pittoresco, hanno aderito molte realtà associative del territorio, ma anche singoli cittadini preoccupati dalle numerose speculazioni edilizie che si stanno concentrando nel Municipio XI.

L’EX DEPOSITO ATAC - Per la partenza della manifestazione, si è scelto un luogo per molti versi simbolico: l’ex Deposito Atac di San Paolo, di via Alessandro Severo. “Hanno preferito, con un protocollo d’intesa tra Atac e Ama, metterci i cassonetti della monnezza invece che dare una risposta abitativa alle famiglie, e dei servizi al quartiere – fa notare il Consigliere Comunale di Action Andrea Alzetta - Questo deposito lo occupammo in concomitanza con l’approvazione di una delibera che, loro dicono, prevedeva la valorizzazione dei depositi ATAC, mentre in realtà si trattava di una svendita, perché  Alemanno e la sua Giunta avevano previsto di realizzare un fondo immobiliare, dettato dall’ esponente della P4 Bisignani. Un progetto che però, grazie alla battaglia dei movimenti e poi dell’opposizione in Campidoglio, fu fermato. Ma quell’esperienza fa parte di una battaglia più generale per bloccare, appunto, la svendita del patrimonio che costuituisce la filosofia montiana in salsa alemanniana con cui  gli enti locali, fanno cassa, invece di dare risposta all’emergenza abitativa, al Welfare che funziona anche male – sottolinea Andrea “Tarzan”Alzetta - Ripartiamo da qua, con una partita ancora aperta, poiché di fatto l’amministrazione non è riuscita a valorizzare nemmeno uno dei 15 depositi inseriti in delibera”.

LA BATTAGLIA CONTRO I PUP - La protesta degli oltre mille manifestanti, tocca vari aspetti, in un quadro di sviluppo urbanistico che sembra non essere particolarmente apprezzato. “Non è questo il modello della città di Roma, non lo volevamo dal centro destra e non lo vogliamo nemmeno col centro sinistra che si appresta a governare in un criterio di alternanza –  osserva Nando Bonessio, presidente dei Verdi, candidato alla Regione con la lista Rivoluzione Civile -  Stiamo per una discontinuità totale e per riportare gli interessi diffusi e  la difesa dei beni comuni all’interesse del progetto politico. Per questo denunciamo anche la questione dei parcheggi interrati – alla manifestazione era presente anche il comitato NoPUPIndignati -  basta con l’attività del commissario e della figura del sindaco che può agire in deroga a tutte le normative che esistono in materia di tutela ambientale. Chiediamo che il progetto dei PUP venga abbandonato e che la politica riprenda l’obbblico di pensare ad un modello di trasporto che invece è stato lasciato ai privati che non guardano all’interesse comune, ma solo a quello personale”.

L’HOUSING SOCIALE E L’EMERGENZA ABITATIVA - Erano tanti, nel pomeriggio, gli striscioni che sono stati esibiti dai manifestanti. “Fermiamo il consumo del suolo e riprendiamoci la città”, era scritto su quello montato sul furgone che apriva il corte. “Bisognerebbe bloccare completamente la cementificazione – ha fatto sapere Fabio Nobile, consigliere regionale della Federazione della Sinistra -  le aree agricole andrebbero valorizzate come tali.  C’è tanto patrimonio pubblico esistente, edifici o aree che possono essere usate senza dover ricorrere alla formula dell’Housing Sociale. Inoltre dobbiamo considerare che oggi, a Roma, ci sono 120mila alloggi sfitti e magari si potrebbe applicare la legge 883 del 78 che prevede per i sindaci la possibilità di requisire questi alloggi, perché la finalità sociale di quello che è già costruito, può portare al risultato che serve. LA verità è che ci sono tante case vuote e tanta gente senza casa, ed il risultato – conclude Nobile, candidato con Rivoluzione Civile alla prossima tornata elettorale -  è semplicemente che si opera per garantire tanti soldi a qualcuno e tanta disperazione per la maggioranza della popolazione”.

LA CHIUSURA DEL CTO - Tra i primi firmatari dell’appello, circolato in questi giorni per lanciare la manifestazione, c’erano molti lavoratori del CTO. “Abbiamo saputo dagli organi di stampa che avrebbero chiuso questo ospedale – ricorda prendendo il microfono in mano, Marco Vacca, tra i primi firmatari dell’appello -  Ma il CTO rappresenta un centro d’eccellenza per tutto il centro sud, oltre che per la Garbatella. Un’ospedale orto traumatologico, il primo in tutta Italia a fare l’allungamento degli arti. Era una struttura che aveva 430 posti letto, tagliati dal 2009, per darli al Campus Bio Medico dell’Opus Dei. Un’ospedale che aveva un pronto soccorso che ora non c’è più essendo rimasto solo quello ortopedico. Avevamo una cardiologia h24 ed è stata chiusa e messa in h12 con la reperibilità. Circa una settimana fa  - ricorda il lavoratore del CTO - sono entrate due persone con un infarto, e sono stati chiamati i medici con la reperibilità. Ovviamente voi capite bene con quali rischi per il paziente”.

L’EX FIERA DI ROMA - La manifestazione, dopo aver attraversato il quartiere di San Paolo ed aver lambito la Garbatella, è infine arrivata davanti l’ex Fiera di Roma. “Stiamo vivendo un abuso di quelli rari nella storia romana – osserva Paola Angelucci, Capogruppo di SEL al Municipio XI -  Addirittura Alemanno si è inventato di far passare l’aumento delle cubature come applicazione del piano casa della Polverini che già è imbarazzante su qualsiasi tipo di costruzione, figuriamoci su uno dei più grandi luoghi più appetibile di Roma  - ricorda Angelucci, riferendonsi all’ex Fiera - Non si considera in nessun modo la nostra espressione di parere negativo, votata sia in Consiglio che in Giunta, di non aumentare le cubature. Noi avevamo sentito tutti i comitati di quartiere, gli abitanti, le associazioni di scopo, i comitati che poi stanno qui oggi manifestando, ed avevamo fatto una proposta alternativa, in alcun modo presa in considerazione.  Il piano casa  - ha concluso Angelucci - non si può assolutamente applicare sulla ex Fiera di Roma, Perchè è uno scippo istituzionale, è un provvedimento regionale e non può esser presa in toto dall’amministrazione capitolina” .

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