Mercoledì, 16 Giugno 2021
Garbatella San Paolo / Via della Vasca Navale, 6

Marconi: all’Acrobax i Giardinieri Sovversivi insegnano “l’agricoltura dei nonni”

Cominciano sabato i corsi di permacultura dei Giardinieri Sovversivi Romani presso il centro sociale Acrobax, per scoprire un altro modo di coltivare e di consumare

Chi ha avuto occasione di incontrarli, sa che i Giardinieri Sovversivi Romani sono determinatissimi. Il loro impegno, assolutamente volontario, li spinge a spostarsi da un capo all’altro della città per riqualificare aiuole dimenticate o per restituire un po’ di verde ad aree disperatamente soffocate dal cemento. Lo fanno con eccezionale dedizione, sapendo che le ricompense non sono mai di ordine economico.

LA PERMACULTURA - Con questo stesso spirito, hanno organizzato un corso di permacultura che prenderà avvio sabato 2 febbraio, alle ore 14, presso il Laboratorio Occupato e Autogestito Acrobax, in via della Vasca Navale, 6. “Consigliamo a tutti di venire vestiti per lavorare comodamente,   e cioè con  tacco 12 per le donne,  abito scuro e cravatta per gli uomini – ironizza Vanessa Scarpa, la fondatrice del gruppo - Scherzi a parte, si tratta della prima lezione di un corso organizzato dai Giardinieri Sovversivi Romani, nell’ambito di un percorso più ampio. In verità la prima edizione di giardinaggio sovversivo l’abbiamo tenuta lo scorso anno, ma nel caso della permacultura si tratta  di una novità assoluta. Noi facciamo agricoltura naturale, riprendendo quello che facevano i nostri nonni, l’idea degli orti sinergici, da cui noi prendiamo spunto per fare un orto condiviso nel bordo della pista dell’ex Cinodromo, sotto la curva degli All Reds Rugby – spiega Vanessa, che aggiunge -   Prima di incominciare, abbiamo voluto fare un’analisi del terreno per vedere se c’erano degli inquinanti de abbiamo scoperto che il terreno è buono, pertanto potranno essere veramente bio, i prodotti coltivati”.

PERMACULTURA E GIARDINAGGIO - Ma tra permacultura e giardinaggio sovversivo, ci sono dei forti elementi di contiguità. “Nella permacultura mettiamo in pratica quanto appreso con il corso di giardinaggio,  avviato a dicembre, per il quale abbiamo già tenuto due incontri: il primo sulle proprietà del terreno, il secondo sulla botanica, e devo dire che le cose stanno andando benone. Lo scorso anno avevamo una cinquantina di persone, quest’anno sono una quarantina, quindi meno ma più secchioni, perché vedo che prendono un sacco di appunti. C’è poi da dire che, lo scorso anno, essendo stata la prima volta, avevamo raggiunto il quorum e chiuso le iscrizioni, mentre questa volta i corsi sono sempre aperti. Sulle date, poi, teniamo aggiornati i nostri contatti attraverso facebook e la nostra newsletter, riuscendo a raggiungere persone anche lontane. Ed infatti  vengono a seguire le lezioni anche dai Castelli…” tiene a sottolineare Vanessa Scarpa.

LA CONDIVISIONE DEI SAPERI - Ma c’è un elemento che, probabilmente, rende ancor più appetibili queste lezioni e simpatici i Giardinieri Sovversivi Romani. “I corsi sono completamente gratuiti. Noi chiediamo, per chi può, una sottoscrizione di dieci euro complessivi – spiega sempre Vanessa – giusto quello che serve per comprare il materiale e coprire le spese delle fotocopie. Ma chi vuole può venire gratuitamente, perché noi crediamo che ci deve essere una condivisione del sapere, la più ampia possibile, soprattutto per questioni che sono, diciamo, un po’ di “lotta”, perché fare il guerrilla gardening e la permacultura, non sono una professione -evidenzia Vanessa -  E dunque quante più persone acquisiscono informazioni difficilmente disponibili, tanto più si creano consumatori critici, in maniera che quando si va al mercato a fare la spesa, si sa meglio cosa si compra e si mangia. Noi sappiamo che ci sono in circolazone corsi che costano caro, ma noi abbiamo, appunto, un’altra filosofia che ci spinge a portare avanti volontariamente le nostre iniziative – ribadisce la Giardinera Sovversiva - E poi la nostra speranza è che aumentino, tramite la nostra scuola di giardinaggio e permacultura, le persone disposte a seguirci, accrescendo il pollice verde sovversivo dei romani. In effetti già vengono persone di tutte le età e, non da ultimo, ci fa piacere che si avvicinino all’Acrobax anche soggetti che, altrimenti, difficilmente vi sarebbero entranti in contatto”.

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