Garbatella San Paolo / Via Gibilmanna

Largo Gibilmanna: i residenti vogliono un presidio contro prostituzione ed insediamenti abusivi

Per ovviare al problema della ricrescita del canneto, che cela fenomeni delinquenziali, i residenti propongono di presidiare la collina con una struttura pubblica, come una scuola materna

Sistemata la collina di via  Gibilmanna, grazie all’intervento dell’Assessorato all’Ambiente di Roma Capitale, restano, in prospettiva, i vecchi problemi che angustiano i residenti.

LA PROSTITUZIONE SOTTO CASA. “Su via e largo Gibimanna, la notte  è un gran traffico di prostitute, accompagnate da protettori e clienti. E’ un continuo andirivieni delle auto, in alcuni casi utilizzati per consumare le prestazioni sessuali. In altri, invece – ci informa Paolo Bianchi, un residente -si fa ricorso ad un boschetto, che adesso hanno tagliato e che viene utilizzato come alcova”.

LA RICRESCITA DEL CANNETO E LA SICUREZZA SOCIALE. Anche per eliminare questo problema, l’intervento dell’Assessore Visconti, ieri salutato con soddisfazione dai presenti, è stato provvidenziale. Ma rischia di non essere risolutivo. “Già una volta, lo scorso anno,  quest’area era stata bonificata dal Comune – ricorda sempre il residente - Poi le canne sono cresciute e quando questo avviene, riparte una sorta di baraccopoli, che riesce anche ad allacciarsi all’energia elettrica, non so se tramite cumulatore o attraverso la manomimissione delle cabine a valle. E comunque sappiamo che, quando ricrescono delle canne, si verifica questa situazione che ha portato a viverci una sessantina di persone. Per questo avevamo chiesto al Presidente Catarci di intervenire. Ma ci ha risposto che non avevano fondi, e di conseguenza ci siamo attivati noi, chiedendo ovviamente l’autorizzazione all’XI Municipio. Abbiamo speso 500 euro, e tagliato le canne”.

UN PRESIDIO PUBBLICO PERMANENTE. Che però, nel volgere di tre o quattro mesi, sono prontamente ricresciute. Restituendo la collina ai suoi antichi problemi. “Io credo sia necessario intervenire o chiudendo questa zona, ma poi secondo me sfondano le recinzioni – riflette il residente di Largo Gibilmanna – oppure, in  alternativa,  si deve trovare una soluzione volta al controllo di questo territorio. Sia sul piano dell’ordine pubblico, che per quanto riguarda il problema sanitario. Non pretendiamo un poliziotto di quartiere – conclude il signor Bianchi - ma forse mettere una scuola materna, su un’area come questa, che gode anche di un ottimo paesaggio, potrebbe costituire la soluzione al problema”.

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