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Ostiense: il Cavalcaferrovia è un’opera utile?

Il Cavalcaferrovia è quasi pronto. Senza piste ciclabili, con un’irrisolta questione legata alla canalizzazione del traffico su via Ostiense e con un tracciato molto ridotto rispetto al progetto originario

L’inaugurazione dell’opera che metterà in collegamento la Circonvallazione Ostiense, una strada che sinora prevede un unico sbocco sulla Colombo, con la via omonima, all’altezza degli ex Mercati Generali, continua ad essere rimandata. “Prima era prevista a febbraio, poi a marzo, infine – ricorda Catarci - ad aprile, ma probabilmente si slitterà a maggio”.Questione di poco tempo ormai, ma l’opera si può dire in gran parte ultimata. E’ forse il ponte più importante costruito negli ultimi anni, a Roma, eppure, rispetto al progetto originario, molto è cambiato.

Canalizzazione del traffico. “Intanto resta un nodo irrisolto: il collegamento tra il cavalcavia stesso e via Ostiense, cioè quel nodo che il Municipio da tanto tempo aveva indicato come critico,  e che è stato infine considerato tale anche dall’impresa e dal Campidoglio. Si sta cercando di correggerlo per evitare che diventi un imbuto che, anziché favorire lo scorrimento, si trasformi in un elemento di creazione di traffico. Resta poi l’altro nodo critico che si voleva affrontare, ma che non ci sembra ci sia la volontà di farlo, e cioè la presenza o meno di una pista ciclabile sul cavalcavia”.

Pista Ciclabile. Su questo tema da tempo, la Presidenza del Municipio XI, come anche molte associazioni di ciclisti,  e tra queste Bici Roma, aveva richiesto al Comune di provvedere.
Al punto tale che, meno di un mese fa, Fausto Bonafaccia, presidente e fondatore dell’associazione  di ciclisti che vanta oltre 7100 iscritti, rilasciò un comunicato nel quale esprimeva soddisfazione per la realizzazione di questa pista ciclabile. “BiciRoma apprende con favore la decisione dell’Amministrazione Capitolina di rendere ciclabile il nuovo ponte che collega Circonvallazione Ostiense con via Ostiense, grazie all’intervento del Presidente della Commissione Ambiente De Priamo e dell’Assessore ai Lavori Pubblici On. Ghera che ha accolto la nostra istanza integrando il progetto iniziale che non prevedeva i collegamenti ciclabili. Questa nuova opera può essere il fulcro – continuava Bonafaccia -  di un nuovo asse ciclabile che collegherebbe le dorsali Colombo e Tevere, quest’utlima grazie al nuovo ponte ciclopedonale della Scienza”. Peccato che, a sentire Catarci, di piste ciclabili nel Cavalcaferrovia non vi sarà traccia alcuna.

Furbata. “Io penso che ci sia stata una furbata, perché in realtà si è sempre detto che c‘erano due marciapiedi, uno per senso di marcia, di 3 metri l’uno. A seguito di un mio diretto sopralluogo però abbiamo scoperto che non ci sono questi spazi, perché gli imponenti  anelli del cavalcavia vanno a finire quasi in mezzo ai 3 metri di marciapiede, lasciando circa un metro e mezzo, probabilmente troppo poco, per realizzarvi una pista ciclabile. Parlo di furbata – prosegue il Presidente del Municipio XI - perché è sempre stato ripetuto a cantilena che c’erano questi tre metri per lato, ma se noi lo avessimo saputo come stavano realmente le cose, avremmo proposto di prendere un metro dalla strada” .  Il cavalcaferrovia, prevede due corsie per senso di marcia, per il traffico privato, oltre che un altro paio riservate alle corse degli autobus. “E’ evidente che con un po’ di gioco da una parte e dall’altra, almeno da una parte si riusciva a realizzare la ciclabile. Invece alla fine ci hanno messo difronte al fatto compiuto- fa notare il minisindaco -  Lo spazio è troppo poco e la ciclabile non si può fare. Ci siamo arrabbiati molto, perché in questa città non si continua a ragionare sulla bicicletta come mezzo di trasporto. Se si  continua a pensare che la bici serva per fare una passeggiata una volta al mese, non si va da nessuna parte. Invece la nostra idea era,una volta inserita la ciclabile nel cavalcavia,  di lavorare strategicamente a reperire i fondi per fare la ciclabile su circonvallazione Ostiense, in modo da collegarla con quella della Colombo, consentendo infine di raggiungere anche la metropolitana. Tutto in bicicletta”.

Ma è evidente che, se non si potrà realizzare una pista ciclabile sul cavalca ferrovia, il progetto del Municipio XI, improntato a sviluppare la mobilità sostenibile, viene meno.

Opera incompleta. E con esso anche un elemento che conferiva un’importanza nevralgica al nuovo cavalcavia che, in assenza di piste ciclabili, non avendo ancora risolto il problema della canalizzazione del traffico su via Ostiense, rischia di perdere di spessore. Questa è, almeno, la considerazione cui si giunge dopo aver ascoltato il Presidente del Municipio XI, che per non lasciare nulla di intentato, chiarisce ulteriormente.

“Quest’opera sarebbe stata strategica se fosse stata realizzata in maniera completa, superando anche via Ostiense,  attraversando l’area Italgas che porta a Riva Ostiense dove, con un ponte ulteriore si poteva arrivare a via Enrico Fermi, mettendo in collegamento Colombo, Ostiense, e Marconi, quadranti importanti della città, senza dover andare verso il centro o verso la periferia. Questa era la vera opera strategica”.

In assenza di queste condizioni, il cavalca ferrovia rimane un’opera importante. Anche se, a questo punto, diventa necessario interrogarsi se, oltre che importante, sia anche utile.

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