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San Paolo: Casale Garibaldi è vicino allo sblocco dei lavori

Dopo il sit-in di protesta sotto la Regione Lazio e le assicurazioni ricevute circa l'impegno del Comune ad anticipare i fondi, Casale Garibaldi torna, progressivamente, ad essere un cantiere operativo

Si avvia a soluzione la vicenda legata alla ristrutturazione di Casale Garibaldi, in zona San Paolo. Dopo il colorato sit-in di proteste, realizzato dalle realtà che orbitano attorno alla Città dell’Utopia ed al Servizio Civile Internazionale sotto la Regione Lazio, c’è stata una svolta.

RISPETTATA LA PROMESSA DEL COMUNE - “Un risultato parziale è stato ottenuto - si leggeva in un comunicato diramato a seguito della manifestazione, da parte del S.C.I. – La Regione Lazio ha assicurato che il Comune di Roma in questi giorni si è impegnato formalmente ad anticipare i fondi del bando regionale, dovuti al restauro di Casale Garibaldi”. A seguito di quell’appuntamento, durante il quale venne accolta una delegazione composta da Stefania Pizzolla ed Andrea Catarci, rispettivamente presidente del Servizio Civile Internazionale e del Municipio XI, qualcosa è cambiato.

LA RIPRESA DELLE ATTIVITA' - “Recentemente abbiamo avuto un incontro trilaterale, con la ditta che sta eseguendo i lavori, noi della Città dell’Utopia ed  il Municipio XI – ci spiega Silvio, portavoce della Città dell’Utopia, raggiunto telefonicamente – da quanto ci è dato di sapere, il Comune ha effettivamente anticipato il primo Stato di Avanzamento Lavori (SAL) e nei prossimi giorni il cantiere dovrebbe riaprire. Noi abbiamo spiegato più volte come vorremmo che i lavori terminassero entro la fine dell’anno, per ripartire regolarmente a gennaio con l’avvio delle nostre attività”.

PROSSIMO APPUNTAMENTO - Ed a proposito di iniziative, nell’ambito di un progetto “pensato per conoscere un'area geografica in grande trasformazione, per raccontare quello che non appare sui media, o per cogliere prospettive nuove, diverse, insolite” si legge sulla pagina facebook della Città dell’Utopia, si terrà giovedì 29 un’iniziativa dal titolo “Kurdistan: rompiamo il silenzio!”, incentrata sullo sciopero della fame, messo in campo dai prigionieri politici Kurdi, per denunciare le condizioni cui si trova costretto a vivere il proprio popolo.
 

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