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San Paolo: fermi i lavori nella Città dell'Utopia

Il Casale Garibaldi, senza le impalcature, torna nuovamente visibile. Ma la struttura, sede della Città dell’Utopia, ancora non è ancora ultimata, mentre i lavori procedono a singhiozzo

La Città dell’Utopia è un progetto ambizioso. Un  Laboratorio sociale e culturale in grado di  affrontare tematiche intrecciate  ad modello di sviluppo locale e globale da costruire, seguendo le linee guida della sostenibilità e della giustizia sociale.
E con questa intenzione, insieme al Servizio Civile Internazionale, da anni si impegnano in una quantità di iniziative senza eguali, almeno nel quartiere San Paolo.

IL RESTAURO DEL CASALE. E proprio alla vigilia di Cittadinanze Precarie, l’evento frutto di un’inchiesta sull’occupazione a Roma e Berlino, iniziativa che si svolgerà la sera di mercoledì 12, torniamo a parlare della Città dell’Utopia e di Casale Garibaldi. Assegnato dal Municipio XI nel 2008, la sede ha subito un recente, quanto necessario restauro. “Sono intervenuti sul tetto crollato, rifacendolo, come anche sulla facciata– ci spiega Silvio, coordinatore de La Città dell’Utopia – ma ci sono stati tanti lavori anche all’interno, dalle controsoffittature alla guaina sul terrazzo”. Un insieme di opere che si sono rese necessarie per restaurare  Casale Garibaldi, e per i quali il Municipio XI ha partecipato ad un bando, vincendolo, della Regione Lazio. Il bando, vinto nel 2009, ha permesso di ottenere 270 mila euro, ma i lavori sono iniziati solo a settembre del 2011. Data prevista per la chiusura del cantiere, la primavera scorsa.

UN INCONTRO CHIARIFICATORE. "In realtà i lavori sono arrivati ad un punto morto. Domani abbiamo un incontro con l’Assessore Municipale e con la ditta incaricata, per capire a che punto siamo. Immagino la risposta – spiega Silvio – e cioè che sono stati bloccati i fondi dalla Regione, ma speriamo sinceramente di riuscire almeno ad ottenere una cosa: l’utilizzo di alcuni locali”. Nel corso dell’ultimo anno, in effetti, Casale Garibaldi è stato scarsamente fruibile “ abbiamo utilizzato la biosteria, ultimata prima dei lavori di restauro, ed il giardino esterno, che è un importante catalizzatore nei confronti degli abitanti di San Paolo”.

IL RAPPORTO COL TERRITORIO. Sul rapporto con i residenti, La Città dell’Utopia deve necessariamente scontare il fatto che, tutt’intorno il casale, l’area risulta molto edificata. “Con una parte dei residenti, quelli che abitano più vicini al Casale, il rapporto è legato ad un filo, poiché il Casale ed i palazzi sono proprio attaccatissimi – ammette Silvio – però in generale il rapporto è buono, spesso partecipano alle nostre iniziative, e sono proprio loro a chiederci quando potranno usufruire nuovamente degli spazi”.
E poiché non se lo chiederanno soltanto i residenti di San Paolo, dal momento che la Città dell’Utopia per mole di programmi, è uno dei laboratori più attivi della Capitale, sarà il caso di capire quanto, ancora, si dovrà attendere. Perché se è vero che il Casale è tornato, almeno esteriormente, alla propria originaria bellezza, altrettanto vero è che completarne l’opera significa anche restituirlo alla Città dell’Utopia. Ed in questo senso, l’incontro di domani con il Municipio XI, dovrebbe finalmente fare chiarezza.


 

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