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Montagnola: su cartellopoli il M5S va all’attacco di Catarci

Il Capogruppo del M5S, commentando le posizioni del Presidente Catarci contro le affissioni pubblicitarie abusive, dichiara: “Catarci sul tema ha la stessa credibilità di Berlusconi che parla di lotta all’evasione fiscale”

Alcuni giorni fa, il Presidente del Municipio VIII Andrea Catarci aveva indicato quali fossero, dal suo punto di vista, gli strumenti più efficaci per combattere il fenomeno dei cartelloni pubblicitari abusivi. “Il PRIP, il Piano Regolatore Impianti e mezzi Pubblicitari – scriveva in una nota il minisindaco -  è uno strumento di cui Roma ha urgenza assoluta, data l’invasione massiva di cartelloni pubblicitari di ampie dimensioni in ogni luogo, compresi quelli di pregio e sotto tutela.”

PIU' POTERE AI MUNICIPI - La considerazione di Catarci, si arricchiva poi d’una serie di proposte tendenti a rafforzare il ruolo del Municipio nell’azione di contrasto a questa forma di abusivismo. In tal senso, si chiedeva che il PRIP fosse gestito direttamente dagli enti di prossimità. A distanza di qualche giorno, le dichiarazioni del Presidente Catarci hanno trovato una replica da parte del Capogruppo municipale del Movimento 5 Stelle.

L'IRONIA DEL M5S - "Desta particolare curiosità quanto appreso circa le dichiarazioni di Catarci sui manifesti abusivi. Come segnalato dal nostro gruppo municipale, SEL ha invaso i quartieri del Municipio VIII con manifesti abusivi – scrive Carlo Cafarotti, Capogruppo del M5S – Ci domandiamo dunque se Catarci sul tema abbia più o meno credibilità di Berlusconi quando parla di lotta all'evasione fiscale”.  

I MANIFESTI ELETTORALI ABUSIVI - "Per inciso, SEL in campagna elettorale ha imbrattato tutti i possibili muri del quartiere, degradando il quadro urbano come la peggiore periferia, privo di senso civico e di pudore per il decoro. Pertanto, e per coerenza tra il dire ed il fare Andrea Catarci, in quanto esponente di SEL – ricorda Cafarotti – potrebbe astenersi dal proferire parola in materia di manifesti abusivi, ovvero far precedere alle sue parole le sue più sentite scuse alla comunità con la promessa di mettere riparo a quanto fatto e con l'obbligo tassativo di non farlo mai più. Per ulteriore dettaglio, alcuni manifesti abusivi di SEL giacciono ancora li dove furono allora appiccicati in campagna elettorale".

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