Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Garbatella

Elezioni municipio VIII, Ciaccheri invita al voto e annuncia: "La giunta? Innoveremo, ma nel segno della continuità"

Ciaccheri al primo turno è stato il più votato tra i minisindaci. Ora mira ad essere rieletto per consolidare il lavoro avviato negli ultimi anni

Amedeo Ciaccheri non è riuscito nell'impresa di essere eletto al primo turno. Ma con il suo 44% dei consensi, è stato il candidato presidente che ci è andato più vicino a Roma. Un obiettivo che punta a coronare per restare il minisisindaco del Municipio VIII, uno dei fortini rossi della Capitale.

Ciaccheri, questa è una delle rare volte in cui, nel territorio del Municipio VII, si va al ballottaggio. Ci arriva però con il vantaggio più ampio tra i candidati al secondo turno. Si aspettava un risultato del genere?

E’ stata un’elezione particolare, in un certo senso storica perché ha visto confrontarsi 4 candidati alla carica di sindaco, con 4 forze politiche in grado di contendersi, in maniera appaiata, l’arrivo al ballottaggio. Noi abbiamo sfiorato la vittoria al primo turno, con un risultato che mi soddisfa molto, perché è stato il migliore tra i municipi ed ha quindi anche un certo valore a livello cittadino.

Lei è stato eletto nell’aprile del 2018, quindi ha governato per tre anni circa con la sindaca Raggi in Campidoglio. Ora Raggi è fuori dal secondo turno. Che Roma sarà nel caso di vittoria di Michetti?

Sarà una Roma che abbiamo già conosciuto, perché somiglia troppo alla Roma che il Sindaco Alemanno a lasciato. Vale a dire una città con una destra molto radicale, pochi progetti per la città e tanta ambizione che io definisco “predatoria”. La stagione di Alemanno ha prodotto dei lunghi strascichi, basti pensare alle municipalizzate. E’ quindi una Roma, per tornare alla domanda, che mi preoccupa.

Secondo un'indagine dell'agenzia Acos, citata recentemente da Alemanno, i romani hanno dichiarato che la qualità della vita, durante il suo mandato, è stata tra le migliori degli ultimi anni...

Io credo che le attuali condizioni di Roma siano quelle di una città che ha vissuto una stagione lunga, che da Alemanno in poi ha visto avvicendarsi storie interrotte e passaggi complessi. Ma il risultato è che si è arrivati poi ad un clima di sfiducia dei cittadini verso le istituzioni. In questi anni, però, abbiamo registrato il lavoro di alcuni municipi che hanno cercato di ricostruire questa fiducia, e la campagna elettorale ha avuto infatti quest’obiettivo. E’ chiaro però che ci troviamo davanti una città che è interamente da ricostruire.

Ritiene ci siano state cose che si possano chiudere nei primi cento giorni?

Per quanto riguarda il nostro territorio io credo che la vicenda del parco di Tor Marancia vada risolta anche prima dei classici 100 giorni. In quell’arco temporale mi aspetto che possiamo finalmente assistere all’abbattimento dello scheletro dell’ex scuola Mafai, per avviare la realizzazione del centro culturale, un progetto che ho seguito con attenzione e che apre un’opportunità per un quadrante popolare. Per quanto riguarda il territorio, mi aspetto poi che il prossimo sindaco indichi, nei primi 100 giorni, con tempi e modalità chiare quali sono gli interventi per la riapertura del ponte dell’Industria.

E nel corso di 5 anni, quali obiettivi pensa di poter raggiungere?

Ci sono percorsi avviati che, con un sindaco differenze, possono consolidarsi in maniera ancor più decisa. Penso ad esempio al lavoro fatto sul fronte dei servizi sociali, con la rete Municipio Solidale, ma penso ed alla ristrutturazione delle scuole ed al progetto “Dopo di noi” che dobbiamo implementare in città. Si apre poi una fase decisivdva per il futuro dell’ex fiera di Roma e per gli ex Mercati Generali, ma anche con tutta l’area Italgas. Sono tre questioni che, insieme al Parco di Tor Marancia, ricadono nel nostro territorio ma sono strategiche sul piano cittadino. Noi vogliamo, nei prossimi 5 anni, portarle più avanti possibile.

A Roma solo in due casi non ci sono state le primarie ed uno dei due è il suo municipio. Perché non le avete fatte?

In realtà noi le abbiamo fatte 3 anni fa. Prima degli altri municipi abbiamo affrontato il tema della costruzione di una squadra di centrosinistra. Quella squadra ha confermato di volersi continuare a spendere per il territorio, per continuare a lavorare ai risultati ottenuti. Detto questo ritengo che le primarie siano importanti ed hanno fatto benissimo gli altri municipi a farle.

Questo significa che, in caso di vittoria, la sua Giunta sarà all’insegna della continuità o ci dobbiamo attendere sorprese?

La campagna elettorale è stata importante, si apre adesso una stagione nuova all’insegna dell’innovazione. Noi abbiamo operato bene in questi anni, siamo quindi sulla buona strada. Pertanto, per quanto riguarda la giunta, lavoreremo anche per innovare, ma all’interno d’un processo di continuità con il recente passato.

Altra questione è quella delle astensioni. Potrebbero pesare al ballottaggio? Cosa si sente di chiedere agli elettori in vista del prossimo turno?

In un contesto di astensione che merita una riflessione, sono comunque contento che nel nostro territorio siano andati a votare più cittadini che nel resto della Capitale. Il ballottaggio è però la data più importante, quella in cui si decide chi sarà il sindaco ed il presidente di un municipio. Per questo mi sento di aderire alla campagna che tante forze politiche e sociali stanno già promuovendo, per incentivare, tra i romani, la partecipazione al voto al secondo turno. 
 

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