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Caffarella: apre al pubblico la Chiesa di Sant'Urbano

Una visita straordinaria nell'antico tempio della Caffarella, dedicato a Cerere e Faustina. L'edificio, meglio noto come Chiesa di Sant'Urbano, è situato a ridosso di una villa che i romani vorrebbero fosse acquisita dal Comune

Uno dei tesori del Parco Regionale dell’Appia Antica apre al pubblico. In via straordinaria e sotto la guida della Sovrintendenza Capitolina, sarà infatti possibile visitare la chiesa di Sant’Urbano. L’edificio, realizzato sui resti del Tempio di Cerere e Faustina, è stato oggetto di un recente restauro che ne ha consentito il recupero. Solo in rare circostanze però, l’antico portale apre alla cittadinanza.

LA STORIA DEL TEMPIO - Sabato 13 giugno, costituisce dunque una data da segnare sul calendario. Gli appassionati di archeologia ma anche i semplici curiosi che visitando la Caffarella hanno notato l’edificio, a partire dalle ore 10 potranno infatti ammirarne  le bellezze. E scoprire le origini di una struttura, realizzata all’interno della vasta proprietà di Erode Attico, il ricco Ateniese maestro di Marco Aurelio. Dopo secoli di abbandono il tempio, già divenuto una chiesa, fu presa a cuore dalla famiglia Barberini, che vi fece realizzare un importante restauro. Tornò, per breve tempo, ad essere un luogo di culto, tuttavia esposto alle scorribande ed ai ladrocini. Solo molto più tardi, il bene ha realmente incominciato ad essere valorizzato.

LA RICHIESTA UNANIME - La Chiesa di Sant’Urbano, nel 2002 acquista al Patrimonio del Comune di Roma, su un lato confina con un’importante tenuta. Oggetto di un sequestro durante un recente passato, villa Sant’Urbano è oggi rivendicata dai cittadini che, anche tramite le istituzioni locali, ne chiedono l’acquisizione. Lo scorso inverno, il Consiglio del municipio VIII ha infatti votato all’unanimità un documento col quale si è chiesto l’acquisizione di tutta l’area. Un risultato che, di recente, è stato auspicato anche dal Comitato per il Parco della Caffarella. Dal momento che la chiesa è tornata fruibile – ha infatti osservato il Professor Roberto Federici – ci aspettiamo che il Comune acquisisca anche la restante villa”.

UN TESORO DA VALORIZZARE - Sull’iniziativa di sabato, si è espresso anche il Presidente della Commissione Cultura del Municipio VIII. “Abbiamo chiesto al Dindaco di lavorare per annettere al patromonio comunale la villa adiacente. Questo  permetterebbe di strappare al privato un'area importantissima del Parco della Caffarella, tutta da indagare e studiare, che potrebbe svelare, attraverso indagini archeologiche, il passato di quello che era il tempio di Cerere e Faustina”.

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