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Fosso Tre Fontane: “Basta intromissioni, stiamo tutelando il territorio”

Il Municipio VIII ribadisce l'intenzione di far rispettare i vincoli sul fosso. Catarci-Miglio: "Basta interferenze per tutelare gli interessi dei costruttori"

Non arretrano di un metro il Presidente Catarci e l'Assessore Miglio.  Nonostante la posizione della Giunta Zingaretti, dell’Assessore Caudo e di una parte della maggioranza capitolina, il Minisindaco ed il suo Assessore all'Urbanistica tengono il punto. Il vincolo paesistico c’è e va rispettato. Ma, come vedremo, sembrano isolati anche in seno all'Ente di prossimità, con qualche rara eccezione.

CONFERMATA LA PRESENZA DEL VINCOLO - La giornata di venerdì, nel  contesto di questa difficile partita, è stata utile per chiarire meglio quanto uscito nelle ultime ore.  “La proposta di deliberazione della Regione Lazio recentemente approvata, ma non ancora ufficializzata – come avevamo fatto notare giovedì scorso-  è stata richiamata dall’assessorato comunale all’urbanistica nelle ultime dichiarazioni. Ma non evidenzia affatto l’assenza di vincolo di tutela sul fosso, al contrario ne afferma la presenza e riduce esclusivamente la fascia di rispetto” ricordano Presidente e Assessore all’urbanistica dell’VIII Municipio. Inoltre, i due fanno notare il fatto che “ci si é attenuti alle prescrizioni ed alle indicazioni fornite dagli enti istituzionalmente preposti  (Autorità di Bacino del Fiume Tevere,  Aree Difesa Suolo e Paesaggistica della Regione Lazio) ed alla documentazione del piano regolatore di Roma Capitale e della Provincia”. Come a dire che, il percorso seguito dal Municipio VIII, è quello corretto.

GLI INTERESSI DEI COSTRUTTORI - In gioco, sembra il ruolo stesso dell’istituzione di prossimità.“Le intromissioni nelle attività di controllo urbanistico e lotta all’abusivismo edilizio, di esclusiva competenza municipale –rimarcano infatti Catarci e Miglio -  non possono più essere tollerate, tantomeno in un territorio interessato da numerose e rilevanti trasformazioni, che si sta tutelando nel rispetto assoluto della normativa e dei regolamenti. Sulle misure di salvaguardia di propria competenza l’ente municipale non accetta interferenze e non permetterà la distruzione del fosso tutelato per assecondare le richieste dei costruttori o di chicchessia”. Non è la prima volta che il Presidente Catarci fa un richiamo agli interessi dei “palazzinari” che vorrebbero edificare nel fosso.

IL RISPETTO DEI RUOLI - “Si ribadisce come sulle numerose, anomale circostanze riscontrate nel cantiere (ritrovamento di importanti reperti archeologici, presunta sparizione del fosso, autodistruzione dei casali vincolati, apertura di passi carrabili abusivi, furti d’acqua dalla scuola adiacente, costruzioni abusive di manufatti) si sia intervenuti  in quanto specificatamente ed esclusivamente competenti, a norma del regolamento di Roma Capitale”. Oltre ad una netta presa di distanze, arriva anche l’affondo di Catarci e Miglio “ Invitiamo l’assessorato comunale a non travalicare nuovamente l’ambito delle proprie competenze, diffondendo peraltro notizie non corrispondenti al vero, e si chiede al segretariato generale di vigilare a garanzia del rispetto dei rispettivi ruoli.”

IL CONSIGLIO MUNICIPALE - Il messaggio trapelato dalla Giunta, almeno nella componente di SEL, sembra chiaro. Il Consiglio Municipale però sembra muoversi seguendo un’altra direzione. Non è passato infatti il documento presentato dal M5S con cui il Consiglio si esprimeva a favore della tutela paesaggistica e ambientale del Fosso delle Tre Fontane. Documento che, per essere discusso in Aula, ha dovuto affrontare un lungo travaglio e che infine non è stato appoggiato neppure da SEL. Nel corso dell’ultima seduta, è invece passato quello presentato dal PD. “Era un pari oggetto e praticamente il PD se l’è votato da solo” ci spiega il capogruppo M5S Carlo Cafarotti. Pari oggetto, ma molto diverso nel contenuto.

LA LINEA DEL PD - “Il Municipio in quanto ente di decentramento, non è competente dal punto di vista amministrativo per i temi relativi alle procedure propedeutiche alla apposizione o rimozione dei vincoli paesistici”. Il Partito Democratico, dunque,a tutti i livelli sembra ben allineato nel voler escludere il Municipio dalla partita sulla salvaguardia del fosso. Vincoli che, com’è noto, sono alla base del sequestro d’una parte del cantiere dell’I-60.

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