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Da Marconi a Tor Marancia, lo sport negato ai residenti raccontato dalla Ciclante Rossa

Dalla piscina di Valco San Paolo al Campetto di Piero. Il racconto dello sport negato al territorio, attraverso le tappe della Ciclante Rossa

Sabato mattina. C’è il sole. E’ una giornata ideale per incontrarsi con gli amici. C’è voglia d’ espellere le tossine accumulate nel corso della settimana. Magari svuotando i polmoni con una corsetta leggera sul tartan elastico d’un impianto d’atletica. Oppure tirando due calci ad un pallone, nel campetto in terra battuta del proprio quartiere. Cose semplici, che migliorano la qualità della vita. Cose che per generazioni si sono potute fare, ma che oggi, purtroppo, a molti romani vengono negate.

LO SPORT POPOLARE - Anche per questo, di buon’ora, una trentina di residenti del Municipio VIII si sono dati appuntamento alla Garbatella. Armati di bici e qualche striscione. Per compiere una ricognizione nel territorio con la Ciclante Rossa. “E’ un’iniziativa che abbiamo organizzato per parlare dello stato dello sport nel municipio – ci spiega Amedeo Ciaccheri, che con Play Lab ha organizzato la pedalata -  Ci sono tante situazioni virtuose in questo territorio, soprattutto sul piano dello sport popolare, con società che da anni lavorano senza o con pochi finanziamenti".

LO STADIO DEGLI EUCALIPTI - "Ma c’è anche uno stato di abbandono di tantissimi impianti che segnalano in maniera straordinaria la politica di Alemanno sullo sport - ricorda Amedeo Ciaccheri -  Abbiamo cominciato il nostro giro passando in uno degli impianti più belli di Roma: lo stadio degli Eucalipti. Uno stadio per l’atletica leggera affidato dal Comune a Roma Tre a cui, però, possono accedere solo gli studenti dell’ateneo ed un piccolo gruppo sportivo che da anni chiede di poterlo utilizzare, ma al quale viene concesso d’usarlo soltanto in una piccola fascia settimanale. Ed è assurdo, anche perché dopo la chiusura del Tre Fontane, era l’ultimo impianto d’atletica rimasto nel quadrante”.

I CAMPETTI DI CALCIO DIETRO VICOLO SAVINI - Dall’atletica al calcio, la storia cambia di poco “Dopo esser stati allo stadio degli Eucalitpi, siamo passati nei campi simbolo di questo municipio: il campo ex Guarandi ed il campo dell’ex Rugby Roma, dietro vicolo Savini. Hanno  due storie diverse ma entrambe raccontano esprimono vicende legate all’abbandono . Sono due ottimi campi di calcio, e sono stati richiesti dalle società di questo municipio che hanno bisogno di spazi per giocare, poichè non riescono a sostenere i costi di gestione che i privati chiedono loro.  Sono strutture che in passato hanno aggregato tanto i giovani del quartiere. Ed invece, ora,  i campi di via Savini rimangono in stato di abbandono”.

LA PISCINA DI VALCO SAN PAOLO - Il terzo impianto visitato, è quello al quale abbiamo dedicato più attenzionee, anche per l’entità dell’investimento necessario a realizzarlo. “ LaTerza tappa della Ciclante Rossa è la piscina di Valco San Paolo – dove raggiungiamo i ciclisti -  sequestrata insieme ad altre 10 nel 2009 dopo lo scandalo che ha colpito le infrastrutture costruite da alcuni privati, nel periodo dei mondiali di nuoto, e dunque  sotto la gestione di  Alemanno – sottolinea Ciaccheri, candidato al Municipio VIII nella lista di SEL - E’ una piscina per cui sono stati spesi 20 mln di euro che ha gravi segni del tempo. E’ piena di materiale che servirebbe a concluderne i lavori ma che invece è completamente abbandonato da anni. Più iniziative hanno denunciato lo stato in cui versa l’impianto – e spesso lo abbiamo documentato -  chiedendo al Comune di prendersi in carico la chiusura dei lavori e l’apertura della struttura, perché si tratta comunque di un impianto comunale”.

C'ERA UNA VOLTA IL CALCIO POPOLARE - Con le ultime due tappe, la Ciclante Rossa ha invece voluto tornare su vicende legate a campi di calcio, un tempo fruiti da residenti e società sportive di quartiere, ma che oggi sembrano avviarsi ad un destino differente. “Dopo Valco San Paolo andremo a denunciare lo stato di un altro spazio, in un quartiere difficile , Roma 70. Parliamo del “Campo di Piero” che adesso vuole essere privatizzato attraverrso un affidamento diretto di una società che ne vuole la gestione, con un bando che ha precluso l’accesso alle associazioni del quartiere, perché impegnava diverse centinaia di migliaia di euro – ricorda Amedeo -  Noi vorremmo invece fosse riconsegnato al quartiere, come uno spazio aperto alla cittadinanza”. Infine  “l’ultima tappa, ci vedrà insieme al Comitato Spontaneo di Tor Marancia ‘Agostino Di Bartolomei’. Passeremo accanto al campo ex OMNI, adesso privatizzato. E’ stato il campo storico del quartiere, ma pora chiude gli spazi a Tor Marancio, squadra di calcio passata in Promozione che ha bisogno di quel campo per portare avanti il campionato.Ed invece, se gli saranno chiuse le porte, il prossimo anno andrà in un altro quartiere di Roma, delegittimando il senso di un’esperienza come quella di sport popolare, che aggrega tanto, ma che rischia d’esser mortificata da un interesse privato”.

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