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Da Shanghai a Big City Life: Tor Marancia compie ottant'anni

Le facciate dei palazzi Ater trasformate dal progetto Big City Life, stanno cambiando il volto di Tor Marancia che, intanto, si appresta a spegnere le prime ottanta candeline

Ottant'anni. Tanti sono passati dalla posa delle prima pietra a Tor Marancia. Otto decadi che hanno visto il quartiere trasformarsi in maniera radicale. Nata nel 1935 a seguito degli sgomberi realizzati a piazza Venezia, e successivamente sviluppatasi  nel dopoguerra, della vecchia Shanghai è rimasto poco. Giusto qualche scritta e, recentemente, un murale realizzato da un bravissimo Street artist.

UN CATALIZZATORE SOCIO-CULTURALE - Oggi Tor Marancia è un quartiere che sa affascinare e che, grazie alla sinergie attivate nel territorio, riesce a diventare un catalizzatore di buone pratiche. Presto, ha  annunciato il Presidente Catarci, sarà teatro dell'evento SottoSopra. Ma ancor prima, è divenuto il centro di una febbrile attività artistica.

DA SHANGHAI A TOR MARANCIA - Nell'ex Shanghai, sono arrivati i murales degli Street artist. Diciotto capolavori dipinti sulle facciate dei palazzi Ater. Grazie ad una convenzione siglata con il Municipio, sta mutando l'immagine del quartiere. Oggi Tor Marancia attira le troupe televisive ed i giornali nazionali. Alcuni residenti ne approfittano per far notare le infiltrazioni d'acqua e qualche altro disagio che, tra i lotti popolari, non è mai stato estirpato . Shanghai però, con i rivoli e le pozzanghere causate dall'assenza di fognature, non c'è più. Meglio, si è trasformata in Tor Marancia, il nuovo Street art district della Capitale.

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