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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Sgombero Montagnola: “Cariche immotivate e violente, il contrario di ciò che serve”

Il Presidente del Municipio stigmatizza le "cariche dure ed immotivate" delle forze dell'ordine. Ed al tempo stesso mette in risalto la mancanza di azioni per contrastare l'emergenza abitativa

L’analisi che il Presidente del Municipio VIII affida ad un comunicato stampa, su quanto accaduto in tarda mattinata alla Montagnola, si articola su due livelli. Da una parte c’è una dura condanna verso un atteggiamento “immotivato e violento” che di fatto non ha permesso l’avvio di una mediazione che si stava cercando. Dall’altra però il dito è puntato contro il governo nazionale, reo di non affrontare la questione. E contestualmente si pungola Comune e Regione a prendere parola in maniera chiara.

CARICHE DURE E IMMOTIVATE - “Oltre quattro ore di militarizzazione del quadrante compreso tra via Spedalieri, via Di Giacomo e via Ravà, nel quartiere di Montagnola – ricostruisce il Presidente Catarci la mattinata-   prima di effettuare lo sgombero del palazzo Inarcassa occupato la scorsa settimana. Poi cariche dure con vari feriti, immotivate e violente, proprio quando era stato convocato un incontro tra gli occupanti e le forze politiche comunali”. Circostanza che ci è stata descritta anche dall’ex storico segretario del Circolo Che Guevara.

LA RISPOSTA REPRESSIVA - “A quel punto – riprende la narrazione di Catarci – qualcuno ha irresponsabilmente deciso che non si poteva attendere un’ora in più ed ha dato il via libera alle cariche, chiudendo ad ogni forma di mediazione per attuare un’altra indecente gestione dell’ordine pubblico. E’ tutto il contrario di quel che serve: si rispondendo con l’ordine pubblico all’aumento della sofferenza diffusa e si aggrava la drammaticità della questione abitativa”.

LA RISPOSTA DEL GOVERNO - Ma la risposta repressiva, non è l’unico campanello d’allarme ravvisato dal Presidente del Municipio. “Oltre al grave episodio odierno a preoccupare è la mancanza endemica di azioni concrete finalizzate a contrastare l’emergenza abitativa, nonché la prospettiva di un ulteriore incremento della conflittualità, a causa di quell’articolo 5 del Decreto del ministro Lupi che, richiamando più di un profilo di incostituzionalità, minaccia di tagliare le utenze di base a tutti gli stabili occupati”.

L’APPELLO A MARINO E ZINGARETTI - Da un’istituzione locale all’altra, la speranza che possa verificarsi un cambio di tendenza nella gestione dell’emergenza abitativa, è riposta nel Comune e nella Regione. “ Si fa appello al Sindaco Marino e al Presidente Zingaretti – conclude infatti la nota il Presidente Catarci - affinché a tal proposito pronuncino subito parole chiare, pretendendo il blocco immediato degli sfratti a salvaguardia della coesione di una città che non può essere precipitata in micro guerre quotidiane. Non solo. Serve altrettanta rapidità nel sostanziare gli interventi di riqualificazione e riuso di immobili cittadini, cosa di cui si parla da tanto ma ancora senza conseguenti atti, a cominciare dall’attuazione delle misure già previste nella recente delibera regionale”.

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